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Angelo Bonelli, come si copre di ridicolo sul 25 aprile: "Condanno, ma quella foto è una provocazione"

lunedì 27 aprile 2026

2' di lettura

La condanna con il più classico dei "ma". Angelo Bonelli non si smentisce e conferma il solito atteggiamento della sinistra di fronte alle violenze dei "compagni". Il 25 aprile è stata, più che la Festa della Liberazione, la Festa della intolleranza in piazza. Filo-ucraini ed ebrei allontanati dalle manifestazioni rosse in malo modo, tra insulti e minacce. E i partiti ufficiali del campo largo muti, nella migliore delle ipotesi, o addirittura critici, sì, ma solo con le voci fuori dal coro.

"Le frasi antisemite e gli attacchi alla comunità ebraica sono inaccettabili e vanno condannati senza esitazioni", premette Bonelli, intervistato da La Stampa. "Esprimo solidarietà alla Brigata ebraica e a chi è stato colpito da queste aggressioni. In particolare alcune frasi sono state irricevibili e con un linguaggio inaccettabile", prosegue il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. Ecco, però, una nuova puntualizzazione.

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"Ma è evidente che esporre la foto di Netanyahu e le bandiere israeliane in quel contesto è stata una provocazione che ha alimentato tensioni". Bonelli sottolinea come "questa situazione si ripeta in modo prevedibile da quando è iniziata la strategia criminale del governo Netanyahu, dal genocidio a Gaza alle occupazioni in Cisgiordania", ribadendo però che "nessuna provocazione può giustificare aggressioni o manifestazioni antisemite". 

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Il leader Avs chiarisce la linea politica: "Abbiamo sempre condannato Hamas e gli attacchi del 7 ottobre, un’organizzazione terroristica feroce e nemica del popolo palestinese. Ma allo stesso tempo denunciamo i crimini del governo Netanyahu. È un problema che dalla comunità ebraica non arrivi una presa di distanza altrettanto netta". Sulle tensioni nelle piazze del 25 aprile aggiunge: "Non mi è piaciuta la scena dell’anziano respinto a Bologna e condanno anche le aggressioni agli esponenti radicali. L’Ucraina è un Paese aggredito che resiste e le bandiere ucraine, come quelle palestinesi, hanno piena legittimità nelle piazze".

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Infine l’attacco politico: "Meloni dice che c’è un problema e su questo ha ragione. Ma il problema è la loro ambiguità e il doppio standard: tollerano comportamenti dell’estrema destra per calcolo elettorale e non prendono posizioni nette contro chi fa saluti romani o inneggia al fascismo. Quanto accaduto, fino agli episodi più gravi come gli spari contro manifestanti, richiama un clima che pensavamo superato". Il guaio forse è che a molti questo clima, nella sinistra estrema (e non solo), faccia comodo. 

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