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Roberto Gualtieri, un flop pirotecnico: ospitare migranti? Si propongono in tre

Ci devono per forza sbattere il muso. In tutta Roma il sindaco voleva reclutare famiglie che ospitassero migranti. I risultati? Grotteschi
di Francesco Storace mercoledì 29 aprile 2026

3' di lettura

Ci devono per forza sbattere il muso. In tutta Roma il sindaco Gualtieri voleva reclutare famiglie che ospitassero migranti. L’idea di passare alla storia come un benefattore con i quattrini degli altri. La memorabile pretesa di mettere in casa nostra e non sua sconosciuti arrivati da chissà dove. Nel paese dove è ancora complicato adottare bambini, l’inquilino del Campidoglio pretendeva di impartire una lezione di civiltà (a modo suo) all’Italia intera dalla postazione del Campidoglio. Ma ha fatto flop, come ha rivelato ieri Il Tempo. I romani gli hanno voltato le spalle. Quattrocentomila euro stanziati- per un’associazione, mica per le famiglie - e appena in tre cittadini hanno risposto al bando. Due italiani e uno straniero. Pare una beffa. Fra quasi tre milioni di romani non è riuscito Gualtieri l’invincibile, dicono - a trovare un centinaio di compagni volontari. Porte chiuse, bussa altrove.

E che cosa poteva pretendere il sindaco da una città che non ne può più di migranti e chissà quanti clandestini. Sobbarcarsi pure le spese per ospitare i nuovi cocchi di Roma? Il bando per far alloggiare in casa dei romani qualche Soumahoro di risulta era già stato criticato seriamente dal capogruppo leghista Fabrizio Santori, in particolare sui quattrini finiti alla Refugees Welcome Italia e non alle famiglie ospitanti. Ieri è toccato scavare negli atti comunali alla consigliera di FdI Maria Cristina Masi che ha scoperto la figuraccia del Comune. Sono state appena tre le convivenze attivate tra gennaio e marzo, con una media di una nuova convivenza al mese. Un risultato penoso. La Masi ha fatto un accesso agli atti per capire come stesse andando il servizio e, soprattutto, quante erano le famiglie coinvolte nel progetto. Quando ha letto che erano solo tre gli adottanti, ha denunciato quella che è un’autentica presa in giro: per i migranti e le famiglie romane, non certo per chi incassa quattrocentomila euro per “sensibilizzare” i cittadini verso la preziosa opportunità...

Per ora non si sa se Gualtieri come vorrà giustificare una spesa che non è servita a nulla e nemmeno a farsi bello in quel mondo della sinistra che adora i migranti lontani da casa propria. Il bando presupponeva una conoscenza della città - e meglio ancora dei cittadini - che l’amministrazione non ha ancora compreso. Ma puoi chiedere - santo cielo! - ai romani un impegno così gravoso? Ospitare qualcuno in casa non è una scelta “leggera”, non puoi essere costretto a “fidarti”. Tra l’altro dovendo fare i conti pure con la burocrazia: spesso questi bandi richiedono requisiti, controlli e procedure che scoraggiano. Il Comune di Roma ha sottovalutato persino paura e responsabilità conseguenti: convivenza, gestione quotidiana, eventuali problemi legali o sociali. Un pasticcio, insomma, utile solo alla propaganda di un sindaco che vuole strafare e che invece va a sbattere contro la sua solita, sfrenata mania propagandistica. È da quando Gualtieri si è insediato che assistiamo allo spettacolo di un sindaco imbelle di fronte- per restare in tema- alla sicurezza, per non parlare di tutto ciò che realizza solo perché ci sono i soldi altrui (l’esempio dei lavori per il Giubileo ne è la prova). Difficile capire come Gualtieri sia incorso in un infortunio clamoroso come questo del bando migranti. L’associazione beneficiaria è una Ong e chissà se il suggerimento non sia maturato negli interlocutori privilegiati che il sindaco individua sempre più nei centri sociali. Farebbe meglio, Gualtieri, a calarsi nella realtà quotidiana, dove si vive un’emergenza sociale acuta proprio tra i romani e più in generale fra gli italiani. Non c’è molta voglia di accogliere altri disperati.

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