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Pd, firme false sulle mozioni: il dem confessa, il sindaco denuncia

Il caso a #Biella, un dem ammette: "Firme false sulla sfiducia all'assessore Paraggio", ex commercialista di #Delmastro. E il sindaco #Olivero querela i consiglieri di sinistra: altra figuraccia per il #Pd
di Pietro Senaldi domenica 10 maggio 2026

3' di lettura

Così pesanti nell’attaccare la leggerezza altrui da finire schiacciati dalla propria, di superficialità; e la chiamiamo così per bontà d’animo, perché la parole giuste sarebbero malizia, scarso senso della legalità, sentimento di superiorità morale che degenera in strafottenza e mancanza di rispetto perfino del proprio ruolo. I fatti. È da due mesi che l’opposizione, con in testa i grandi moralisti del Pd, paralizza i lavori del Consiglio Comunale di Biella, continuando ad attaccare la giunta del sindaco, Marzio Oliviero, di Fratelli d’Italia. Biella è la città di Andrea Delmastro, per chi non lo sapesse.

Ebbene, i dem stanno cercando di approfittare a livello locale della vicenda che ha travolto l’ex sottosegretario alla Giustizia per creare il caos. Hanno messo nel mirino l’assessore al Bilancio, Amedeo Paraggio, presentando ben tre mozioni che ne chiedono le dimissioni. La colpa? Essere un commercialista. In particolare, essere il commercialista del parlamentare di Fdi, il professionista nel cui ufficio era stata fissata la sede delle “Cinque Forchette”, la società che controllava la trattoria romana “Bisteccherie d’Italia”, di cui Delmastro era socio con altri politici locali e la figlia del gestore, poi condannato con l’accusa di essere un prestanome dei clan. L’assessore non è indagato, per la verità neppure Delmastro lo sarebbe, non è stato neppure ascoltato dai magistrati, come neanche è stato ascoltato l’ex sottosegretario, e quando è scoppiato il caso ha passato la pratica a un collega. Ciononostante, il Pd biellese ritiene che Paraggio se ne debba andare per imperscrutabili ragioni, motivate con astruse locuzioni quali «questioni di immagine istituzionale» e per «un conflitto di opportunità politica».

Fin qui, nulla di così strano. È notorio che i dem sono avvezzi a chiedere le dimissioni degli avversari politici a prescindere da fatti ed elementi sostanziali. Quello che però è strabiliante, e rivela anche il senso di impunità di molti esponenti della sinistra, forse legato alla convinzione di essere migliori, è che dieci delle dodici firme in calce alle prime due mozioni di sfiducia sono false. «Palesemente farlocche» le ha definite, come nulla fosse, il consigliere del Pd, Andrea Basso, in una riunione dei capigruppo. Un omino del partito ha apposto le sottoscrizioni tarocche, che oltre a quelli dei dem includonoi nomi di componenti di due liste civiche.

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In questa storia da “Soliti noti”, la parte più comica è come si è arrivati ad appurare il falso. Le prime due mozioni sono state infatti contestate dalla maggioranza in consiglio comunale per questioni tecniche e allora alcuni membri dell’opposizione, su due piedi, ne hanno preparata una terza, autografandola di proprio pugno. Mossa goffa e avventata: il confronto tra le firme apposte sui primi due atti e quelle del terzo ha confermato i sospetti del sindaco e della giunta sulla pataccata in corso.

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Conseguenze? La richiesta di dimissioni di Paraggio si è rivelata un boomerang per l’opposizione. Il sindaco Oliviero ha presentato una denuncia in Procura ipotizzando una serie di reati per i consiglieri d’opposizione. Si tratta di fattispecie penali piuttosto gravi, trattandosi di delitti contro la fede pubblica, per i quali sono previste procedibilità d’ufficio e pene gravi. I consiglieri comunali infatti, nell’esercizio delle loro funzioni sono pubblici ufficiali e i loro sono atti istituzionali. «Al di là del piano giuridico ed etico», commenta il primo cittadino, rimbalzando le accuse in faccia a chi le mosse, «esistono profili politici e di opportunità che investono tutto il Consiglio Comunale». Gli attacchi dell’opposizione nelle settimane scorse avevano portato a dimettersi un assessore non indagato, Cristiano Franceschini, particolarmente preso di mira, con Paraggio, dai dem. Che faranno adesso i consiglieri d’opposizione? Per coerenza, dovrebbero dimettersi in blocco. Ma chi li conosce non scommetterebbe neppure un euro su questa possibilità. Come sembra tenue la speranza che, visto le mancanze proprie, d’ora in poi i compagni saranno più clementi con le leggerezze altrui.

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