Barbara Floridia
Non solo di Carotenuto si vive. Il Movimento 5Stelle è una fucina di campioni, non tutti a livello del mitologico deputato Davide Tripiedi («Grazie presidente, sarò breve e circonciso»), ma comunque i successori, anche in questa legislatura, tengono alta la bandiera. Che garrisce, eccome. Prima di Carotenuto, flottante di cui se scriviamo che è entrato in parlamento con una dichiarazione dei redditi da indigente (1.320 euro lordi all’anno) ecco che il brainstorming pentastellato partorisce un comunicato bilioso contro Libero, prima dell’onorevole campano, dicevamo, la ribalta se l’era conquistata Valentina D’Orso, la quale alla Camera aveva manifestato tutta la propria sofferenza per la raffica di voti a cui è sottoposta. Ricordiamo il lamento: «Grazie presidente», rivolgendosi al forzista Giorgio Mulè, «intervengo in realtà per chiedere di cadenzare delle brevissime pause tecniche ogni tanto. Infatti, non so voi, però pur alternando le mani, insomma, quindi le braccia... Visto il ritmo convulso delle votazioni, insomma c’è un risentimento lungo il braccio, addirittura fino alla cervicale.
Non so se lo accusate anche voi, per cui, secondo me, ogni tanto fermarci e lasciare riposare gli arti sarebbe una cosa buona e giusta». La D’Orso, avvocato che a differenza di Carotenuto è entrata in parlamento a 700 euro netti al mese, aveva aggiunto che non pensava «bisognasse fare un allenamento fisico per sedere nei banchi del parlamento», “nei”, proprio dentro i banchi. «Io pensavo che questo fosse un luogo dove, in qualche modo, si sviluppasse un’attività intellettuale». E in effetti c’è stato un altro grillino in passato, l’allora capogruppo alla Camera Davide Crippa, il quale dichiarò che bisognava essere «onestamente intellettuali», gioco di parole involontario, come la comicità della D’Orso che, dopo aver letto il suo sfogo su Libero, ha tuonato che in aula era stata ironica, ma se una battuta devi spiegarla allora non fa ridere, è la base della comicità, pure di quella involontaria, ed è triste doverlo spiegare a una parlamentare diventata tale grazie a un comico. Alla categoria “taroccamenti” invece si è iscritta a ottobre la senatrice Barbara Floridia, presidente della Commissione Vigilanza Rai, sempre pronta a gridare a «TeleMeloni» ma intanto i suoi social media manager hanno artefatto con un “taglia e cuci” un intervento televisivo del direttore di Libero, Mario Sechi, facendogli dire che auspicava l’affondamento delle navi della Flotilla, frase totalmente decontestualizzata. Ovviamente si parlava di una serie di procedure una volta sbarcate le persone. Indegno di nota anche l’intervento a Montecitorio – qualche mese prima del taroccamento pentastellato – di Riccardo Ricciardi: «Vi do una notizia», ha esclamato per biasimare l’operato di Israele. Ce la dia Ricciardi, ce la dia.
«Chi nella storia ha fatto l’Olocausto è stata una democrazia». E si capisce: il democratico Terzo Reich. Insomma, quell’Adolf aveva un caratteraccio, va bene a volte era un po’ burbero, pure collerico, ma alla fine era un democratico. Poteva mancare la senatrice Alessandra Maioino? Sì, ma ne avremmo sentito la mancanza. A fine 2023, con insospettabile spirito d’osservazione, ha dichiarato: «Oggi il quotidiano Libero, fondato dall’ineffabile Vittorio Feltri, titola “Uomo dell’anno” e sotto mette la foto di una donna, la premier Giorgia Meloni. Sembra uno scherzo, ma l’ha fatto davvero». Precisiamo che per «scherzo», Maiorino, non si riferiva al suo intervento. La senatrice è molto suscettibile: quando in tivù le fai notare le piroette del Movimento 5Stelle (addio al limite dei mandati, passaggio dalla Lega al Pd, firma e stralcio dei decreti sicurezza, e ci fermiamo per esigenze di spazio), sbotta, insulta, si alza e minaccia di lasciare la trasmissione ma poi non lo fa. E per fortuna, perché come diceva Nietzsche, che non era l’attaccante del Bayern Monaco – meglio precisarlo – non si può ridere di tutto e tutti, ma ci si può provare.