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Pd e M5s disertano la parata militare del 2 giugno: schiaffo agli italiani e a Mattarella

di Fabio Rubini mercoledì 3 giugno 2026

3' di lettura

Sarà stata la storica allergia alle divise; o la suggestione dei sondaggi dal gusto retrò sul Pci che oggi sarebbe primo partito in Italia; o ancora il lungo ponte festivo. Fatto sta che la sinistra ha disertato in blocco le celebrazioni del 2 giugno. Un fatto ancora più grave se si considera il numero tondo della ricorrenza: ottant’anni dal referendum che trasformò l’Italia da monarchia a repubblica.

Non c’era Schlein, non c’era Conte, idem il tragico duo Bonelli-Fratoianni (anzi la loro eroina Ilaria Salis ha pure fatto un appello per abolire la parata). Tutti assenti ingiustificati.

PROSPETTIVE DIVERSE

Eppure dire che il loro marcare visita è stata una sorpresa sarebbe eccessivo. In fondo il 2 giugno, con la parata delle forze armate, è forse l’unica festa sulla quale la sinistra non è mai riuscita a mettere le mani.

Del resto c’è da capirli. Nel percorso della parata, tra il Vittoriano e i Fori Imperiali, c’erano i tricolori che sventolavano, mica le bandiere della pace e quelle palestinesi. E al posto degli antagonisti coi fumogeni, le bombolette spray e i cartelli inneggianti alla Flotilla, c’erano le donne e gli uomini dei nostri corpi militari, tutti inquadrati a passo di marcia. Insomma tutto dannatamente insostenibile per la sinistra italiana che al 2 giugno 1946 più che una repubblica democratica sognava una repubblica socialista da aggiungere a quelle controllate dall’allora Unione sovietica.

Così meglio stare a casa o recarsi altrove (Conte era in un liceo romano con degli studenti; Schlein ha “risolto” la pratica con un comunicato da mandare alle agenzie) e lasciare che si parli d’altro. Con tanti saluti al presidente della Repubblica e al rispetto che gli si deve sempre, ma soprattutto in giornate come questa. Ma alla sinistra, lo sappiamo bene, tutto è concesso.

Una situazione ben inquadrata dal responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che dopo aver polemizzato con Ilaria Salis («cosa vuoi aspettarti da una che si è fatta eleggere per sfuggire a un processo»), chiosa: «Non abbiamo visto stamattina Conte, Schlein, Fratoianni, Bonelli, Boldrini a festeggiare ai Fori Imperiali. Non sappiamo se avessero impegni improcrastinabili o se la pensano come Ilaria Salis. Sappiamo però che le donne e gli uomini che hanno sfilato questa mattina continueranno a difendere la Repubblica italiana anche per la Libertà di chi non gli sarà mai grato». In serata, forse per mitigare la figuraccia, da sinistra rilanciano, spiegando che il cerimoniale della Difesa non prevede la presenza dei leader di partito nell’elenco degli invitati. Vero, ma a metà. Nel senso che in passato Giorgia Meloni, come leader di Fdi, aveva chiesto più volte di poter essere presente e l’invito non gli era mai stato rifiutato. E comune ai Fori non c’erano nemmeno i capigruppo di sinistra, quelli sì, invitati.

All’Altare della Patria c’erano il premier Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Una volta reso omaggio al Milite ignoto le autorità si sono spostare sulle tribune allestite ai Fori Imperiali per assistere alla parata. Qui erano presenti anche gli altri ministri e membri del Parlamento. Una mini-polemica ha investito Matteo Salvini per la sua assenza (giustificata), ma la Lega era ben rappresentata, oltre che da Fontana, anche dal ministro Giancarlo Giorgetti.

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Il presidente Sergio Mattarella ha puntato il dito contro le crisi internazionali: «Ve ne sono sempre state, anche nei decenni lontani, ma non c’erano uomini soli al comando». Il premier Giorgia Meloni ha parlato di una ricorrenza «che non rappresenta soltanto una data stoica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme, con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione». E ancora: «Ottanta anni di Repubblica ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale. Ma allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future».

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Il legame tra gli italiani e le proprie Forze armate appare più forte che mai. La partecipazione, l’affetto e il calore manifestati dai cittadini, testimoniano la fiducia che il Paese ripone in donne e uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza, proteggono i valori di libertà e democrazia e contribuiscono alla costruzione di un ordine globale sicuro».

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