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Giuseppe Conte, il piano: sostituire Renzi con Ornato

di Elisa Calessi giovedì 18 giugno 2026

3' di lettura

Le foto, al centrosinistra, non hanno mai portato bene (vedi Vasto). Non fa eccezione quella dell’altro giorno, a Campo dei Fiori, tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Doveva essere la prova dell’unità, si è trasformata nel suo contrario. Il problema è che il mancato invito a Matteo Renzi, inizialmente minimizzato dallo stesso leader di Italia Viva e dai suoi, visto che Schlein aveva informato l’assente del pranzo e rassicurato sul fatto che più avanti la formula si sarebbe estesa anche al “centro”, si è rivelato, invece, una scelta precisa. Almeno per qualcuno. Per uno: Conte. La conferma è arrivata ieri, a AdnTalks, il programma Youtube dell’Adnkronos. Intervistato dal direttore Davide Desario, a domanda se la foto del famoso pranzo non rischiasse di restituire l’immagine di una coalizione un po’ troppo spostata a sinistra, Conte ha risposto che «dello sbilanciamento a sinistra nessuno deve preoccuparsi, perché il M5S è una forza giovane, tradizionalmente non di sinistra». È il Movimento, dunque, prima di chiunque altro (prima di Renzi), che garantisce che la coalizione non sarà spostata a sinistra. Perché il Movimento «si dichiara progressista e indipendente» e «su immigrazione sicurezza e su tanti temi vuole parlare a tutto il Paese».

Dunque, non solo non è di sinistra perché non nasce da culture novecentesche, ma perché, su molti temi, è distante da quella che viene definita “sinistra”. «Se c’è un bisogno di sicurezza, va soddisfatto perché se vado in metro non voglio essere scippato». Secondo: Renzi. Conte ha spiegato che «non vogliamo escludere altri». Poi, però, a proposito degli esclusi ora ma da includere più avanti, ha citato solo Alessandro Onorato, l’assessore capitolino promotore di Progetto Civico e fortemente sostenuto da Goffredo Bettini, grande amico di Conte. Un progetto, ha detto il leader del M5S riferendosi al soggetto creato da Onorato, «interessante, che nasce dal basso, che si avvale dell'esperienza amministrativa di assessori, sindaci, erano 600 qualche giorno fa, ben venga». L’importante è che questo «progetto progressista mantenga coerenza, solidità e concretezza e non si diluisca per accogliere tutto e di più come è accaduto in passato». Riferimento all’Unione. In sintesi, l’idea di Conte è innanzitutto di non farsi confinare nel ruolo di estrema sinistra, ma di presidiare, come M5S, quell’area post-ideologica che non è sinistra e non è destra, che qualcuno chiamerebbe pragmatica, riformista o populista. Secondo, di escludere Renzi come federatore della quarta gamba centrista, perché «inaffidabile», per sostituirlo con Onorato, nuovo e soprattutto affidabile oltre che, alle primarie, alleato di Conte. Un disegno confermato da Bettini che ieri, in una nota, dopo aver elogiato l’incontro a 4, aggiungeva che «da sola la sinistra non basta.

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Occorre allargare, includere, ospitare le culture democratiche, socialiste, repubblicane. Mantenendo», però, «coerenza, armonia, capacità di sintesi». E citava l’intervento di Conte, alla convention di Onorato, in cui aveva esaltato il tema dell’amicizia come cemento della coalizione. Non proprio un riferimento a Renzi. L’incompatibilità con il leader di Iv l’ha ribadita, poi, anche Chiara Appendino, la cui leadership nel M5S sta crescendo (sia pure a volte in opposizione a Conte): «Se il campo progressista vuole davvero essere un'alternativa credibile, Renzi deve stare fuori. Punto. Ha fatto benissimo il presidente Conte a ribadire il suo problema di affidabilità. Averlo in coalizione fa solo perdere voti». Renzi, in partenza per Chicago, dove parteciperà a un evento con Obama, ha evitato le polemiche, ma ha ricordato i due precedenti veti che non portarono bene al centrosinistra: «Se qualcuno vuole fare come nel 2022 o come alle regionali in Liguria, magari per mandare la destra non solo a Chigi ma anche al Quirinale, lo spiegherà ai cittadini». E ha lanciato un avvertimento: «Noi saremo presenti sulle schede elettorali come centrosinistra. Sperando che ci sia un solo centrosinistra». 

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