Il legittimo desiderio di contrastare Donald Trump sta sfuggendo di mano ai padri nobili della sinistra. Prendiamo Enrico Letta, l’ex presidente del Consiglio del Pd del 2013 nel governo di “larghe intese”.
Adesso titolare di un incarico accademico in Francia, Letta ha postato un’immagine sui suoi account social che ritrae i quattro predecessori del tycoon ancora in vita- Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton - sotto questa didascalia: «America we love». Ecco, se per i democratici “nulla osta”, visto il tradizionale legame tra l’Asinello e i dem italiani, qualche perplessità suscita la scelta di ricorrere perfino al repubblicano pur di evidenziare la cesura tra gli Stati Uniti di oggi e quelli di ieri. Nessuno dimentica il trattamento riservato a Bush dalla sinistra italiana quando George W., dopo gli attentati dell’11 Settembre, guidò l’Occidente nella “guerra al terrorismo” contro l’estremismo di matrice islamica. Le campagne militari americane, soprattutto quella in Iraq, furono ferocemente attaccate da tutti i partiti progressisti, che simpatizzarono con i movimenti pacifisti contro il presidente della “guerra preventiva”. Adesso, invece, tutto fa brodo...