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La violenta allergia della sinistra per i beni privati

di Alessandro Sallusti mercoledì 24 giugno 2026

2' di lettura

C’è un vizio antico, duro a morire, che alberga nei cuori della sinistra italiana: l’allergia violenta sia verso la proprietà privata sia delle regole che devono sovraintendere all’utilizzo di quella pubblica. Un riflesso condizionato che, per esempio, scatta ogni volta che si cerca di mettere al riparo il patrimonio edilizio dall’illegalità.

È successo anche ieri - proteste dentro e fuori l’aula - con l’approvazione alla Camera del “Piano casa”, una legge targata Salvini che da una parte contrasta l’emergenza abitativa tramite il recupero di immobili pubblici e dall’altro dà una stretta alla piaga delle occupazioni abusive. Il ragionamento della sinistra è il seguente: chi possiede più di una casa e la mette a reddito è uno speculatore che non merita alcuna protezione del suo patrimonio; un presunto “bisogno sociale” giustifica l’occupazione di alloggi pubblici senza averne titolo.

Le cose non stanno esattamente così. Nel primo caso si nega il diritto di disporre come meglio si crede (nel rispetto della legge) di un bene proprio, nel secondo si sostiene che un bene pubblico possa essere alla mercè di chiunque, una sorta di zona franca non soggetta ad alcuna regola o controllo quando è evidente che occupare un alloggio di edilizia popolare configura un furto nei confronti della collettività che lo ha pagato con la fiscalità e di famiglie che, dopo aver partecipato a un bando, attendono una regolare assegnazione.

In realtà non assistiamo a nulla di nuovo: nel suo Manifesto, Karl Marx sosteneva che «i comunisti possono riassumere le loro teorie in questa proposta: abolizione della proprietà privata»; in realtà c’è poco da stupirsi visto che Avs, il partito di Fratoianni che si candida a guidare il Paese, ha lanciato in politica la pregiudicata Ilaria Salis, teorica e pratica di occupazioni abusive.

Senza scomodare Napoleone Bonaparte («La vera libertà civile dipende dalla sicurezza della proprietà»), o risalire alla Magna Charta, pietra miliare del mondo libero moderno («nessun uomo può essere privato dei suoi beni») basterebbe usare il buon senso. E ascoltare come sul tema la pensa la maggioranza dei cittadini, sia di destra che di sinistra, invece che minoranze di facinorosi senza arte né parte.

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