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Idroraffrescamento ed egemonia culturale

C’è una sinistra tutta sudore & martello, quella di Bonelli, ma ce ne è anche una che non vuole grondare e boccheggiare
di Giovanni Longoni domenica 28 giugno 2026

2' di lettura

C’è una sinistra tutta sudore & martello, quella di Bonelli, ma ce ne è anche una che non vuole grondare e boccheggiare; essa però, per evitare di fare il gioco dell’infame Frigoborghesia che domina il pianeta grazie al plusvalore termico, ha trovato la sua bandiera ecologica. Eccola: se il condizionatore è di destra, la pompa di calore e il raffrescamento ad acqua sono il radioso futuro che ci attende, ovvero il socialismo termico più l’elettrificazione. Anche il soviet di Bruxelles è d’accordo e da tempo ormai vuole imporre alle nostre abitazioni il nuovo sistema, verde e rosso allo stesso tempo. Anche io, orobico snob, mi sono lasciato convincere. Nel nuovo appartamento in cui io e mia moglie ci siamo trasferiti c’è la famigerata pompa di calore che d’estate si trasforma in raffrescamento a pavimento. Il meccanismo va a prendere l’acqua direttamente dalla faglia e poi la convoglia nelle tubature. È una tecnologia di origini antiche: le ville romane di età imperiale ne utilizzavano già una simile. E devo ammettere che funziona: meno rumorosa, meno instabile, meno insana del climatizzatore.

L’ho sempre pensato: i radical chic hanno il segreto del vivere bene e lo sanno fare anche a spese degli altri. Certo, all’inizio non tutto è filato liscio. C’è stato bisogno di un po’ di rodaggio: ad esempio, non mi era da subito chiaro che il sistema necessita di un deumidificatore, altrimenti l’effetto è quello di un bagno nel Mar Morto alle 14 di un Ferragosto afoso. Non è tanto il caldo, signora mia, è l’umidità che ti uccide. Ma più che il caldo e l’umidità, a ucciderti sarà la bolletta.

Perché, come tutto ciò che è radical chic ed ecologico, anche questa cosetta costa un botto. Non è vero- ribatte il vicino DEM - sei tu che non sai ottimizzare il sistema. Con pannelli solari, isolamento termico e temperature tenute costanti, vedrai che il tutto sarà efficiente e a buon mercato. E così, infinocchiato ancora una volta dai progressisti, non mi resta che constatare che la lotta di classe è finita nel ventilatore. Siamo passati da Gramsci a DeLonghi, dalla sovrastruttura che condiziona l’economia al condizionatore, dal Correntone alle correnti d’aria. Che sono deleterie quasi quanto le freddure politiche con questo caldo.

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