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I quirinabili di razza e quelle storie che la sinistra scorda

mercoledì 1 luglio 2026

2' di lettura

Certo, quella del futuro Presidente della Repubblica (Mattarella scadrà nel gennaio 2029) è la vera partita che la politica si appresta a giocare e il suo esito dipenderà dal risultato delle prossime elezioni politiche. Non a caso Giorgia Meloni ne ha parlato nella sua chiacchierata con Nicola Porro: «Questa volta si può rompere un tabù», ha detto riferendosi alla possibilità che per la prima volta nella storia recente della Repubblica al Quirinale possa salire un uomo non scelto dalla sinistra.

Non l’avesse mai detto, per le opposizioni la cosa è inimmaginabile, a loro dire un esponente non di sinistra non può garantire né la purezza etica e morale né la terzietà richieste per tale incarico. Parliamone. In quanto a terzietà è accertato per tabula che Oscar Luigi Scalfaro nel 1994 e Giorgio Napolitano nel 2011 tramarono dietro le quinte per fare cadere i governi Berlusconi uno e quattro seminando zizzania dentro il centrodestra tramite Bossi nel primo caso e Fini nel secondo.

In quanto a purezza, bè i curriculum non sono propriamente da manuale del buon presidente repubblicano: Scalfaro, da magistrato, chiese e ottenne la condanna a morte di cinque disgraziati fascisti, uno dei quali era il vicino di casa, al referendum istituzionale del 1946 votò per la monarchia, da ministro fu ferocemente censore dei costumi e della cultura oltre che coinvolto nello scandalo dei fondi neri dei servizi segreti; Napolitano da giovane fu convintamente fascista (dirigeva la rivista dell’università di Napoli Federico II), poi divenne comunista stalinista, nel 1956 si schierò a favore dell’invasione sovietica dell’Ungheria, nel 1974 definì «aberrante» il pensiero del dissidente russo Solzenicyn eroe della libertà, nel 2004 da deputato europeo venne beccato a taroccare le note spese.

Ecco, un monarchico invasato e un ex fascio-comunista furbetto sono saliti al Quirinale per fare solo gli interessi della sinistra che ce li ha mandati e questi ci spiegano che noi liberal-conservatori non saremmo mai all’altezza del compito. Domanda: ma la selezione della razza non era cosa da fascisti?

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