Ilaria Salis ora martella il piano casa di Salvini. Si sa, la ragazza è sbrigativa e quando vede il rischio che lo Stato punti a risolvere il problema di garantire un tetto a chi non ce l’ha, la mano corre al revolver - verbale per fortuna - e punta al bersaglio grosso. Al suo fianco quelli che di professione fanno casino, in prima linea l’Unione inquilini e il partito che l’ha scarcerata, candidata e fatta retribuire per tantissimi affitti potenziali al mese, Alleanza Verdi Sinistra. E più di tutti Angelo Bonelli, che per lei non ha versato le lacrime che gli procurò la candidatura di Soumahoro.
L’estremista rossa ed europarlamentare ieri ha avuto la bella pensata di videocollegarsi con la Camera dei Deputati per presentare una pomposa proposta proprio per la casa. Con la faccia tosta che si ritrova, la nota teorica (e pratica, dicono) delle occupazioni di abitazioni altrui si è unita all’appello all’Europa sul tema. Il solito bla bla condito dal rilancio dell'housing sociale per «affrontare di petto il tema della crisi abitativa che sta colpendo l’Europa e in particolar modo l’Italia». Non molta fantasia, per la verità, ma tanto basta per alimentare la consueta narrazione tossica.
QUANTE PERLE
Tante le perle, a partire da Bonelli: «Il Piano casa proposto dal governo è un ufficio di collocamento per chi non ha trovato posto nelle partecipate dello Stato. Squitieri, noto leghista, percepirà uno stipendio di 65.000 euro». Invece, quando i cosacchi arriveranno a Palazzo Chigi gli incarichi saranno tutti gratuiti. Ah no, questo se lo è scordato.
Poi, dopo l’esibizione dell’euro parlamentare Benedetta Scuderi, è toccato a donna Ilaria relazionare sulle proprie e note proposte costruttive: il piano casa è «frutto di scelte politiche precise, lasciando tutto in mano al libero mercato». Poi, il colpaccio del che sta pensando quiz: «Sempre più risorse destinate al riarmo invece che al welfare e alle case popolari, per lo più vuote per mancanza di manutenzione o svendute». Deve aver dimenticato di dirlo anche ai suoi alleati europei che di solito militano sotto le bandiere dem. Poi, sconsolata: «Intanto i giovani vivono a casa con i genitori, senza prospettive di futuro se non quella di emigrare». Magari, vorrebbe lei, evitandolo mettendosi a gestire le occupazioni di case popolari.
CHE CORAGGIO
Rabbia, solo rabbia a sentire solo parlare Ilaria Salis di argomenti così delicati: ma davvero pensa di potersi ancora rivolgere alle giovani generazioni con gli esempi che ha offerto nella sua attività politica? Proprio tu, Ilaria? La sua non è derubricabile come semplice “voce sociale” sulla casa: è un’attivista militante con un curriculum di centro sociale (FOA Boccaccio a Monza fin da giovane), denunce e condanne pregresse in Italia per resistenza a pubblico ufficiale, invasioni di edifici e roba simile. Poi l’episodio di Budapest del febbraio 2023: arrestata con due tedeschi per aggressioni (a martellate, secondo l’accusa ungherese) a militanti di destra durante una contro-manifestazione al “Day of Honour”. È indicata come parte del gruppo Hammerbande (banda del martello), organizzazione antifascista tedesca nota per azioni violente mirate contro “neonazisti”.
Uno dei suoi coimputati - poveretto, nessuno lo ha candidato per farlo eleggere... - ha patteggiato e ammesso i fatti, lei ha sempre negato e si è salvata con l’elezione a europarlamentare e la recente conferma dell’immunità. Ilaria Salis, politicamente, è l’emblema della doppia morale: chi giustifica o minimizza la violenza politica “di sinistra” (perché contro i “fascisti”) poi sale in cattedra a parlare di welfare, case popolari e ingiustizie sociali come se fosse una paladina pacifica dei deboli.
Ecco, irrita particolarmente perché osa parlare di “giovani senza prospettive” mentre il suo ambiente (estrema sinistra antagonista) ha contribuito per decenni a un clima di scontro che non risolve niente. Di più: pontifica contro il “libero mercato” e la speculazione, ma la sua militanza è fatta di occupazioni, scontri e logica “noi contro loro” mentre ignora come funzionano davvero incentivi, fiducia e offerta abitativa.