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Licenza di uccidere

di Alessandro Sallusti lunedì 27 luglio 2026

2' di lettura

Ma guarda che sorpresa, oggi c’è chi si stupisce che l’Islam sia una religione omofoba e gli estremisti islamici terroristi che combattono l’Occidente e le sue libertà. L’attentato di ieri l’altro a Berlino contro i partecipanti al locale gay pride squarcia l’ipocrisia del variegato mondo propal che imperversa in Europa sventolando una bandiera, quella palestinese cara ad Hamas, intrisa non solo del sangue israeliano ma pure di quello dei palestinesi che vorrebbero emanciparsi.

La questione è rimossa dal dibattito ma i diritti delle persone gay nei territori palestinesi sono gravemente limitati, caratterizzati da forti discriminazioni sociali, assenza di tutele legali e persecuzioni. In molti Stati a maggioranza musulmana l’omosessualità è punita con pene che variano dal carcere alla pena di morte.

Tutto questo è stranoto e stra documentato da tempo ma niente, non troverete uno solo degli intellettuali e dei politici dall’appello facile proferire una sola parola di condanna. Per il variegato mondo cattopacifista l’Islam e i suoi bracci armati godono di una sorta di licenza di soggiogare e addirittura uccidere.

Se un musulmano fuori di testa muore durante un controllo di polizia si mette a ferro e fuoco una città; se nelle stesse ore una donna italiana muore dopo una lunga agonia vittima di un attentato (quello di Modena a maggio identico nella dinamica a quello di Berlino) messo in atto da un folle islamico nessuno dice nulla, non una protesta e ahimé neppure una preghiera pubblica perché non sembri una provocazione ad Allah (povera Chiesa, Dio perdoni i preti perché non sanno quel che fanno).

I gay musulmani, le donne iraniane e perché no i 120 poliziotti feriti negli scontri con i delinquenti no tav in Val di Susa per la sinistra ben che vada non meritano nulla più di una frase di circostanza ad uso tg della sera, frase il più delle volte volutamente fumosa e aperta a diverse letture in modo da non scontentare nessuno. Insomma, siamo fermi a quel “né con lo Stato né con le Br” con cui gli intellettuali organici al Pci cercarono di barcamenarsi al nascere del terrorismo rosso. Non funzionò, non funzionerà neppure stavolta.

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