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Meloni difenda Siena, ma stia fuori dal risiko. Pd in tilt sulle banche

L'affaire Mps nasconde parecchie incognite. Finanziarie, ma soprattutto politiche. E i dem si spaccano
di Sandro Iacometti sabato 22 agosto 2026

2' di lettura

Giorgia Meloni deve difendere Mps, anzi no. Ci sono tante incognite sulla nuova fase del risiko bancario, ma una cosa è certa. La contromossa di Luigi Lovaglio all’opas di Intesa Sanpaolo ha mandato completamente in tilt il Pd, spaccato tra l’esigenza di sfruttare la difesa di Mps per la campagna elettorale in Toscana e il riflesso condizionato di prendersela a prescindere con il premier. State attenti alla scansione temporale.

Il 19 agosto non un passante, ma Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, persona competente e, solitamente, seria, sosteneva di «aver accolto positivamente le parole della presidente del Consiglio e il suo auspicio di evitare lo smembramento di Mps». Questo perché il Monte «rappresenta un patrimonio e un’infrastruttura fondamentale per l’economia dei territori interessati».

Ma non è tutto. Secondo Misiani l’unico modo in cui lo Stato può mettere in riga Intesa Sanpaolo, con le sue aspirazioni di conquista e di eventuale spezzatino, perché questo era l’unico menù sul tavolo fino a qualche giorno fa, è quello di restare «nel capitale di Mps per svolgere un ruolo attivo nella salvaguardia dell’integrità del Monte, dell’occupazione e della presenza sul territorio».

Passano un paio di giorni, l’ad di Mps Luigi Lovaglio lancia la doppia opa per difendere proprio «l’integrità e l’identita della banca», ed ecco il nuovo Misiani: «La politica non deve entrare a gamba tesa», «la premier vuole fare il banchiere», «leggere la posizione del vicepremier Salvini e le indiscrezioni del mondo di Fdi (che difendono Mps, ndr) ci preoccupa». Dichiarazioni su cui mette il carico anche il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia: «Il governo deve smettere di comportarsi come un giocatore nel risiko bancario».

Difficile capire cosa sia cambiato rispetto a due giorni fa. Se lo chiede anche Marco Osnato, responsabile economico di Fdi: «Misiani accusa Meloni di voler “fare il banchiere”» ma «auspica che il Tesoro mantenga la propria partecipazione in Mps per “dare voce ai territori”». Sarebbe utile, auspica Osnato, capire non solo qual è la posizione di Misiani, ma anche come le sue parole «si concilino con quelle di Boccia, secondo cui il governo dovrebbe stare fuori dal risiko». Anche perché il 25 agosto gli enti territoriali, compresa la Regione Toscana, guidata dal piddino Giani, andranno da Giorgetti a chiedergli, guarda un po’, di difendere Mps. I carpiati del Pd sono appena iniziati.

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