"Inaccettabili le parole della presidente Meloni nei confronti di Stefano Bonaccini": il deputato del Pd Piero Fassino ha commentato così la risposta della premier alle dichiarazioni del presidente del Pd Stefano Bonaccini. Quest'ultimo nei giorni scorsi, intervenuto a un evento ad Albenga, aveva detto: "Il voto al primo e al secondo Trump, il voto alla Brexit, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci è il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e di chi sta peggio economicamente".
Parole forti che hanno fatto saltare dalla sedia Meloni, che su Facebook ha risposto: "Forse Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo".
A far storcere il naso a Fassino, però, non sono state le parole di Bonaccini, ma solo quelle di Meloni. "Di fronte alle criticità che emergono ogni giorno e che non sa come affrontare, la presidente del Consiglio reagisce con crescente nervosismo, illudendosi di poterle esorcizzare irridendo gli avversari. Ma rispettare gli avversari è la regola prima per un politico che voglia essere riconosciuto. È una regola a cui anche Meloni dovrebbe attenersi", ha affermato.