Giorgia Meloni può piacere o non piacere, le sue politiche possono essere contestate, così come la sua postura internazionale. Poi, però, ci sono i numeri, che alle opinioni personali lasciano poco spazio. Numeri che, certo, vanno interpretati. Ma fino a un certo punto. A volte è sufficiente prenderli per quello che sono. E cioè, se si parla dei numeri relativi all'occupazione durante i quattro anni di governo di centrodestra, per qualcosa di assolutamente positivo.
Stando agli ultimi dati forniti dall'Istat, a luglio 2026, il mercato del lavoro italiano registra un'occupazione al 63,2%, una disoccupazione al 5,8%, un'occupazione femminile al 53,3% e retribuzioni contrattuali cresciute dell'11,5%. Come fa notare ItaliaOggi, si tratta dei dati migliori degli ultimi vent'anni. Non solo. Rispetto a ottobre 2022, quando si insediò l'attuale governo, l'occupazione è salita di 3 punti percentuali, il tasso di disoccupazione ha registrato un -2%.
Se guardiamo a un anno fa, ovvero a luglio 2025, ci sono 303mila dipendenti permanenti e 85mila autonomi in più, mentre i lavoratori a termine diminuiscono di 82mila unità. A differenza di quanto sostiene la sinistra, la precarietà si è notevolmente ridotta. Questo grazie alle politiche adottate da Meloni e dal ministro del Lavoro, Marina Calderone, che hanno portato a un cambio di mentalità, superando, in parte, le rigidità del Decreto Dignità.
Per quanto riguarda la disoccupazione, poi, il tasso al 5,8% segna un record storico e si attesta sotto la media europea. Numeri resi possibili dalla riforma del Reddito di cittadinanza e l'introduzione da parte del Governo Meloni dell'Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro.