Elly Schlein
Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni resta stabile al 26,4% e saldamente al primo posto fra tutti i partiti politici, secondo l'ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. Rimanendo nel centrodestra, ci sono poi Forza Italia di Antonio Tajani, che perde l'1% in un mese e si attesta così al 7,3, e la Lega di Matteo Salvini, che con un lieve calo, dello 0,4%, si porta oggi al 4,7%. Stabile rimane Noi moderati di Maurizio Lupi all'1%. In crescita, invece, Futuro nazionale di Roberto Vannacci, oggi stimato all’8,8% con un incremento dell’1,7%.
Per quanto riguarda l’opposizione, innanzitutto c'è il Partito democratico di Elly Schlein, che è al di sotto della soglia del 20%. I dem sono stimati al 19,5%, con un calo dello 0,6%. Più stabile invece il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte al 14,5%. A seguire, ecco Alleanza Verdi e Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni al 6,3%; Italia viva di Matteo Renzi che perde lo 0,2 e scende al 2,1%; +Europa di Riccardo Magi al 2,1%, con un +0,7%, "probabilmente in relazione all’emozione suscitata dalla recente scomparsa di Emma Bonino", spiega Pagnoncelli sul Corsera. Stabile anche Azione di Carlo Calenda, che è al 3% (-0,1%).
Passando alle coalizioni, il centrodestra senza Vannacci sarebbe ora al 39,4%, in calo di oltre un punto, mentre il centrosinistra allargato sarebbe al 44,5%. In ogni caso, tende a precisare il sondaggista, quando a confrontarsi non sono solo i singoli partiti, ma anche le coalizioni strutturate, non sempre la somma aritmetica corrisponde al risultato ipotizzabile. In questo caso, infatti, la coalizione progressista è stimata al 43,9%, perdendo così qualche decimale rispetto alla somma dei singoli partiti; il centrodestra tradizionale, invece, è stimato al 38,7%, con un calo analogo a quello del centrosinistra.
Se nel centrodestra ci fosse Vannacci, la coalizione allora prevarrebbe di misura sulle opposizioni, arrivando al 45,7%, con una perdita di circa il 2,5% rispetto alla somma aritmetica dei partiti. L’alleanza progressista, invece, arriverebbe al 45,2%, qualche decimale in più rispetto alla somma dei partiti.