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Decreto scuola, Mattarella approva. Il Pd parlava di "analfabetismo costituzionale"

mercoledì 30 settembre 2026

2' di lettura

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena emanato il decreto legge sulle "Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027, per l'accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del Ministero dell'istruzione e del merito, per la promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nell'ambito scolastico, nonché in materia di formazione superiore e ricerca" e autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione. Si tratta, dunque, del via libera formale al cosiddetto Decreto scuola che tante polemiche ha sollevato a sinistra nei giorni scorsi.

Sinistra che ora, di fronte alla posizione del Quirinale, dovrebbe come minimo ritrattare dichiarazioni improvvide come quelle del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, big del Pd, che poche ore fa a proposito dello stesso decreto varato dal governo ha parlato di "analfabetismo costituzionale", addirittura.

"Il decreto scuola del Governo Meloni è un decreto diseducativo, analfabeta dal punto di vista costituzionale, sbagliato dal punto di vista dell'impostazione, inutile dal punto di vista pratico. E' un manuale dell'analfabetismo istituzionale concentrato in un testo di legge", ha spiegato Gualtieri aprendo, come presidente di Ali, il Festival delle città 2026 a Roma. "Per noi gli stipendi degli insegnanti sono scandalosamente bassi - ha sottolineato - per il governo Meloni, invece, il problema della scuola sono i bambini nati da genitori stranieri. Quasi che il problema fosse che vadano a scuola, sembra che non li vogliono, quando è una cosa importantissima perché nei Paesi dove c'è diversità di culture, c'è più crescita". 

"Si è pure scoperto che il decreto non è applicabile da nessuna parte - ha sottolineato Gualtieri - perché si sono pure resi conto che per farlo veramente sarebbe stata una follia, quindi hanno detto 'faremo questa cosa per limitare questi terribili bambini pericolosi, che vengono nelle nostre scuole', ma mi hanno spiegato che è stato applicato in due scuole in tutta Italia. Eppure hanno fatto un decreto d'urgenza: ma dove sta l'urgenza? Siamo proprio alle barzellette, una cosa vergognosa solo per solo per dare un segnale: 'guardate quanto siamo cattivi noi con questi brutti che vengono qui'", ha ironizzato ancora il sindaco della Capitale.

"Certo - aveva aggiunto Gualtieri - non bisogna avere una rappresentazione edulcorata, come se la sfida della multiculturalità, con bambini e famiglie che arrivano da Paesi che hanno una lingua diversa, una religione particolare, una cultura diversa, sia una cosa che non richiede nessuno sforzo, che in sé una cosa positiva. C'è un grande lavoro da fare - ha affermato il sindaco e presidente di Ali Gualtieri - un impegno di integrazione, di educazione, di partecipazione, di confronto, ma c'è un punto a monte. Noi non saremo mai quelli che non vedono la multiculturalità come una grande ricchezza". 

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