Il centrosinistra fatica a vincere a livello nazionale "perché nei decenni ha elaborato anticorpi potentissimi contro la vittoria. C'è fastidio verso la figura del leader. E c'è il meccanismo perverso di dover abbattere le peculiarità di ogni partito per tenere insieme tutti. E quasi l'idea che il concetto stesso di vittoria sia qualcosa di destra". Lo dice la sindaca di Genova, Silvia Salis, in un'intervista a 7, in edicola oggi con il Corriere della Sera. "Manca un leader riconosciuto del centrosinistra - aggiunge -. E manca una cultura del leader. Ci sono molte persone che pensano di poter fare quel lavoro, ma siccome non si mettono d'accordo, allora si decide di aprire una competizione interna".
La segretaria Pd Elly Schlein "ha legittime ambizioni - spiega Salis - Così come Giuseppe Conte, che ha già fatto il premier due volte, pur avendo dieci punti in meno del Pd. E poi ci sono il mondo riformista e quello di Avs, che hanno il diritto di riconoscersi in una leadership. A destra il partito principale, FdI, ha cannibalizzato gli altri. Noi, invece, abbiamo frammentato il Pd. Se il Pd fosse stato più inclusivo e avesse contenuto le tensioni interne, oggi sarebbe un partito che non avrebbe problemi a stare al 30 per cento". La sindaca di Genova conferma il suo giudizio negativo sull'opportunità delle primarie. "Si rischia una guerra civile ai gazebo". Il leader dovrebbe essere scelto "dai capi politici del centrosinistra, in una stanza. Così funzionavano i partiti che funzionavano".
Silvia Salis azzera il Pd: "Il posto più pericoloso della politica italiana"
"Non mi sento di rimproverare niente a una mia coetanea che sono 4 anni che sta nel posto più pericoloso del...Al giornalista Claudio Bozza che le ricorda di non aver mai chiuso del tutto la porta a una candidatura a premier, se i leader del Campo largo glielo chiedessero, Salis ha risposto: "Io ho detto no a tutto. Ho un incarico, sono stata eletta per governare Genova. Farò campagna elettorale per il centrosinistra, senza sosta. Ma da sindaca". Per gli incarichi da premier "bisogna essere preparati - ha aggiunto - E deve essere il momento giusto. Anche quando ero atleta mi chiedevano se avrei voluto vincere le Olimpiadi: chi risponderebbe no? Quindi evito le risposte assolute". Infine, le tre donne del suo pantheon politico sono "Nilde Iotti, Roberta Pinotti e, perché no, Lilli Gruber".




