Il dado è tratto, Giuseppe Conte è allevato: la segretaria del Pd Elly Schlein si candiderà a Palazzo Chigi, "con e senza primarie".
Usa proprio queste parole, la leader dem, a scanso di equivoci. Oltre a rompere gli indugi, secondo i commentatori più maliziosi, il discorso di Elly è un guanto di sfida prima al leader del Movimento 5 Stelle che alla premier Giorgia Meloni. E le sue parole avranno, probabilmente, ripercussioni sul campo largo e le dinamiche interne, dentro e fuori al partito.
"Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie", ha spiegato Schlein alla platea dell'Assemblea nazionale del Pd in corso a Roma.
Dal palco della Nuvola di Fuksas all'Eur, Elly ha voluto sottolineare che la sua candidatura è "insieme a questo straordinario gruppo dirigente in maniera diffusa, in maniera plurale, per cambiare anche l'idea di leadership in questo Paese a cui un'altra donna non ha deciso di contribuire in meglio".
"Abbiamo la responsabilità di poter vincere le prossime elezioni. Lo voglio fare con voi, con coraggio, con determinazione, con l'orgoglio di chi sa che quando siamo uniti possiamo cambiare il destino del nostro Paese - ha aggiunto -. E vi voglio dire io ci sono pronta, determinata, onorata e orgogliosa di potere guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia".
"Io torno a ribadire: prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida perché chi guida deve guidare tutta l'alleanza progressista, non soltanto il suo partito. E quindi è una discussione che dobbiamo fare prima sul programma e fatto quello poi ci daremo il criterio che ci daremo", ripete Schlein.
"Bisogna individuare un modo perché il percorso" del programma "sia fra la gente. Noi abbiamo sempre detto, o l'accordo a chi ha più consenso, un principio democratico che vale in tutti i paesi, oppure le primarie, se si fanno saranno una grande festa, non abbiamo paura, non saranno divisive. Noi ci siamo e ci saremo". Palla ora a Conte, Fratoianni e Bonelli.