E fu così che Elly Schlein e i suoi prodi (con la P minuscola) nel giorno dell’incoronazione della candidata premier in pectore targata Pd, cancellano vent’anni di storia del loro stesso partito (con annessi almeno tre capi di governi a base piddina doc) pur di calzare a pennello il “nuovo” Partito Democratico sulla mise della segretaria amante dell’armocromia. Una combinazione cromatica, quella che ha in testa la segretaria e aspirante premier, che è di fatto un monocolore rosso.
Come la piazza di Landini e della Cgil andata in scena sabato a Roma. Come i partigiani pro Pal dell’Anpi “depurati” dalle storie non meno eroiche dei partigiani ebrei. Come un Pd e un nascente (forse) centrosinistra - o “campo largo” che dir si voglia - che ognuno dei contendenti, potenziali candidati leader, vorrebbe modellato alla perfezione solo sulla sua propria figura e sulle sue proprie idee. Ovvero, praticamente un “campo stretto”. Sembra satira, ma non lo è affatto. È solo cronaca di un’assemblea nazionale piddina in cui tutti devono battere le mani alla Schlein versione smemorata di Bologna.
Schlein, il retroscena: "Qualcuno dice 18". Sondaggi, è la fine del Pd
Lo stato confusionale in cui versa Elly Schlein in queste settimane diventa plastica leggendo un retroscena de La Stampa...Che, forse solo per affetto verso la sua città d’adozione, ricorda almeno che due decenni fa il Professore bolognese per antonomasia, Romano Prodi, già fondatore dell’Ulivo, vinse le elezioni. Il salto di Elly, dunque, è 2006-2026. Come se nel mezzo ci fosse il nulla. Piccolo particolare senza importanza: nel ventennio citato dalla segretaria, precisamente nel 2008, da una intuizione “kennedyana” di Walter Veltroni, il Partito Democratico ha addirittura visto la luce. Perché nel 2006, quando vinse Prodi, c’erano ancora in campo i Ds. Che evidentemente restano il modello al quale la segretaria che ha portato il Pd a svoltare tutto a sinistra continua chiaramente a ispirarsi. Con buona pace dei riformisti, dei libdem e degli ex “margheriti” post democristiani, che del Pd sono stati e restano una costola importante. Verrebbe da dire fondamentale, nonostante le amnesie della segretaria aspirante candidata premier di un centrosinistra modello Sanchez.
Schlein, festa rovinata e doccia gelata all'assemblea Pd: "Entro il 31 dicembre", la lettera di Bernard Dika
Basta una lettera a rovinare la festa annunciata per Elly Sclein. Da Pistoia un gruppo di 14 membri delle assemblee nazi...Altro che “campo largo”, dunque. Se il principale partito della coalizione arriva a disconoscere la propria stessa storia e, simpatici o meno che possano essere stati, tutti i premier espressione del Partito Democratico che in questi anni sono stati a Palazzo Chigi.
Elly Schlein "candidata premier con o senza primarie": come si va a schiantare
Il dado è tratto, Giuseppe Conte è allevato: la segretaria del Pd Elly Schlein si candiderà a Palaz...Andando all’indietro: dall’attuale commissario europeo Claudio Gentiloni, esponente di rilievo assoluto tra i centristi del partito, allo stesso odiatissimo Matteo Renzi che, nonostante il suo 2,5% attuale con Italia Viva, è stato il segretario che ha portato il partito al 40%, percentuale che Schlein non vede neppure col binocolo. E poi Enrico Letta, premier della travagliata stagione di crisi del 2013, arrivato a Palazzo Chigi anche con il voto di fiducia di Berlusconi, ma comunque patrimonio di una storia che evidentemente, per l’attuale segretaria, non esiste più. Se questa è la strada della vittoria... auguri.




