"Dalla Francia al Portogallo, dalla Spagna all'Italia le piazze si riempiono contro il costo della vita. Credo che il dibattito dovrebbe concentrarsi su questo, invece di bollare tutto come caos. Stati e governi sono sempre meno attori di politiche sociali, redistributive ed economiche, mentre aumenta la stretta repressiva su ogni forma di dissenso. Pane +43%, pasta +40%, olio +65%, caffè +73% in dieci anni. 1.326 euro in più all'anno a famiglia solo per fare la spesa. Mentre i prezzi salgono, salari e pensioni restano fermi". Lo dichiara Marco Grimaldi, capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra in Commissione Bilancio alla Camera, ai microfoni di Rai 3 nel corso di Agorà Extra.
"Dal 2021 - prosegue Grimaldi - il potere d'acquisto è crollato dell'8,8%, i salari reali in Italia sono scesi del -8,7% dal 2008: è il peggiore dato del G20, il peggiore d'Europa. Intanto l'energia vola a +25,9% e l'alta frequenza d'acquisto a +5,3%. In questo contesto il Governo mette da parte miliardi per il riarmo e taglia i carnet ai pendolari. Chi semina riarmo e caro vita, raccoglie miseria e rabbia. In un mondo in fiamme, dominato da diseguaglianze e oggi piegato a un'economia di guerra, pretendiamo controrisposte ordinate o addirittura il silenzio? La rabbia sociale non si spegne con slogan e manganelli, si affronta con salari, servizi pubblici e giustizia sociale. Ai giovanissimi che oggi la destra bolla come delinquenti da remigrare, che cosa è stato offerto, se non una cittadinanza negata e marginalità strutturale?".