La pazienza degli italiani davanti alle piazze che si trasformano in teatri di violenza è finita. Quando le proteste degenerano in scontri, devastazioni e saccheggi, la maggioranza chiede una risposta più dura da parte delle istituzioni. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Only Numbers e presentato da Alessandra Ghisleri a Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone su Rai 3.
Il dato più netto riguarda proprio la sicurezza: il 66% degli intervistati ritiene che il governo debba adottare misure più stringenti per contrastare violenze e disordini. Contrario il 20,9%, mentre il 13,1% non esprime una posizione. Una maggioranza ampia, dunque, si schiera a favore di interventi più severi per tutelare l'ordine pubblico, anche se il sondaggio non indica quali provvedimenti siano considerati prioritari. La rilevazione entra anche nel merito del giudizio sulle proteste che sfociano nella violenza. Alla domanda se queste piazze debbano essere ascoltate oppure condannate, il 55,8% risponde che vanno "condannate senza se e senza ma". Il 37,6% ritiene invece che debbano comunque essere ascoltate, mentre il 6,6% non si pronuncia.
La distanza tra le due posizioni è significativa: prevale la condanna senza riserve, ma resta consistente la quota di chi considera necessario ascoltare le ragioni della protesta, anche quando si verificano episodi di violenza. Il sondaggio affronta infine le possibili cause delle devastazioni e dei saccheggi attribuiti a giovani protagonisti dei disordini. Per quasi un italiano su due, questi episodi sono collegati sia al disagio sociale sia a una carenza educativa. Un elemento che aggiunge una seconda dimensione al problema: accanto alla richiesta di maggiore sicurezza, emerge l'attenzione per le condizioni sociali e formative che possono contribuire a spiegare certi comportamenti. Il messaggio che arriva dalle urne virtuali del sondaggio è chiaro: per una larga maggioranza, comprendere le ragioni del disagio non può significare tollerare chi trasforma una protesta in violenza.
La richiesta di maggior sicurezza si accompagna così a una domanda di responsabilità, mentre resta da capire quali interventi concreti possano impedire che le piazze tornino a trasformarsi in scenari di scontri e devastazioni. Il governo una prima mossa l’ha fatta con il decreto-legge sulla sicurezza pubblica che inasprisce le pene per chi provoca disordini durante le manifestazioni, introduce nuove misure preventive e rafforza gli strumenti contro i gruppi organizzati violenti. Previsti anche interventi sulla criminalità minorile, sanzioni per i genitori e 500 militari in più a Milano nell'ambito dell'operazione Strade sicure.