"Solidarizza sempre con la polizia", diceva di Galeazzo Bignami nelle sue chat l'italo-marocchino Youssef Siher, il 30enne considerato dai pm di Milano la mente social del Movimento 17 ottobre e scarcerato due giorni fa dal Gp Tiziana Landoni, tra mille polemiche anche politiche.
"Accuse? Sono complimenti", commenta oggi sui social il deputato di Fratelli d'Italia e capogruppo alla Camera. "Ammetto di essere colpevole - scrive il politico bolognese -. E pure recidivo: sempre dalla parte delle donne e degli uomini in divisa!".
"Lascia profondamente sconcertati la decisione del Gip di Milano di non convalidare il fermo e rimettere immediatamente in libertà Siher - aveva già commentato la vicenda Bignami -. Siamo di fronte a una lettura che appare del tutto scollegata dalla realtà di quanto accaduto nelle nostre città e dal gravissimo pericolo per l'ordine pubblico che è stato sventato sabato scorso. Sostenere che non vi sia alcun legame né alcun richiamo alle violenze del 17 e 18 ottobre, quando quel movimento porta letteralmente nel proprio nome la data in cui Milano è stata messa a ferro e fuoco — con 14 agenti feriti, negozi saccheggiati e oltre un milione di euro di danni — sfida il buonsenso dei cittadini prima ancora che la logica investigativa. Parliamo di una mobilitazione non autorizzata, organizzata attraverso canali social con l'indicazione di svelare i luoghi di raduno solo all'ultimo minuto per eludere i controlli di polizia: modalità tipiche di chi punta a creare il caos, tanto che la stessa Procura di Milano aveva ritenuto doveroso disporre il fermo contestando il nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e l'istigazione aggravata".
"Mentre il Governo Meloni, con il nuovo decreto sicurezza, ha fornito strumenti normativi immediati e le Forze dell'ordine lavorano giorno e notte rischiando la propria incolumità per prevenire nuove devastazioni, decisioni di questo tenore rischiano di vanificare il lavoro investigativo e di lanciare un pericoloso messaggio di impunità a chi usa il web per aizzare la piazza - aveva concluso il meloniano -. Fratelli d'Italia continuerà a stare senza esitazioni dalla parte degli agenti, dei commercianti e dei cittadini onesti: la tutela della sicurezza urbana non può essere indebolita da interpretazioni che finiscono per disarmare lo Stato davanti ai professionisti del disordine".