Volano stracci alla Camera tra Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle. Il dibattito si scalda sulla deputata M5S Stefania Ascari, per la quale Sara Kelany di FdI ha chiesto "dei provvedimenti disciplinari" anche "in ragione di una lettera che è stata indirizzata dal presidente Galeazzo Bignami al presidente Fontana". Il motivo? "Giovedì 29 ottobre si è verificato un fatto gravissimo: la deputata Ascari ha tenuto una conferenza stampa per sostenere la liberazione di Abu Safiya, un medico palestinese ristretto in Israele con l'accusa di essere un membro di alto livello dell'organizzazione terroristica Hamas", e "i fatti ancora più gravi sono che, durante la conferenza stampa tenuta dal figlio di Abu Safiya è stata tirata in ballo la figlia minore del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sbattuta poi sui social in una foto in cui era abbracciata con sua madre, accanto alla foto di Abu Safiya con il figlio" che era "appunto presente presso la Camera dei deputati. Questa foto, poi, è rimbalzata su siti e su pagine social anche estremiste".
Inoltre, "stiamo chiedendo dei provvedimenti anche con riferimento al Regolamento della Camera, perché non si possono introdurre all'interno della Camera dei deputati soggetti che parlano in arabo, tradotti da soggetti contigui al terrorismo", conclude la deputata FdI.
"Il problema è, quindi, Stefania Ascari, la nostra collega, che porta alla Camera persone che fanno delle comunicazioni in arabo e chissà cosa dicono, come se l'arabo non si potesse tradurre. Secondo noi, il problema non è Stefania Ascari che porta delle persone che danno dei messaggi, alla Camera, in arabo, ma è chi ha portato al governo un sottosegretario per la Giustizia, che si manda messaggi con un prestanome della camorra e quelle cose lì non si possono tradurre", la replica del capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, che aggiunge: "Voi dite che la figlia della presidente del Consiglio è stata - non dalla collega Ascari, ma da persone che hanno frequentato questa conferenza - messa alla gogna sui social. Voi e tutta la vostra riluttante parte politica, che quando una persona, che non ha il vostro colore della pelle, commette un reato, la sbattete sui social continuamente", ha concluso tra le proteste dai banchi di FdI.