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Lite al convegno Pd sulla pace: gli ebrei abbandonano la sala

di Giacomo Longoni sabato 7 novembre 2026

3' di lettura

Mesi di polemiche in Aula sul gemellaggio con Tel Aviv, riunioni di maggioranza, poi il voto contrario alla sospensione con Pd e coalizione spaccata, e infine ecco arrivare dai consiglieri di maggioranza la proposta che sembra essere la soluzione: organizzare una conferenza dei sindaci sulla pace, per placare le polemiche. «Può essere una buona idea, io mi impegnerò anche perché vorrei dare protagonismo al Consiglio Comunale, che mi deve dare una mano», aveva detto il sindaco Sala lo scorso 8 maggio. Eppure, la conferenza “Milano Città per la Pace” che ha avuto il via a Palazzo Marino, non sembra essere iniziata con il piede giusto. Quello che nelle intenzioni doveva essere un momento per unire e costruire ponti, si è rivelato essere un boomerang: durante l’incontro inaugurale, dopo gli interventi introduttivi del sindaco Sala, del presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi e dopo una lectio magistralis del professor Franco Vaccari, ha preso la parola il sindaco di Andria Giovanna Bruno, che ha sottolineato che quello che sta accadendo a Gaza «è un genocidio, si chiama così», per poi rincarare la dose sostenendo il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. Il rabbino capo della Comunità ebraica di Milano Alfonso Arbib, e il vicepresidente della comunità Dalia Gubbay, hanno scosso la testa, si sono alzati e hanno lasciano l’Aula. «Prendere una posizione estrema e unilaterale non mi sembra che aiuti la pace, nei conflitti non tutto è bianco o nero», ha affermato il rabbino lasciando Palazzo Marino.

LE REAZIONI
«Crediamo sia un ottimo esempio di posizione apparentemente pacifista che serve ad alimentare i conflitti – ha spiegato in una nota la Comunità ebraica -. Siamo in presenza di una volontà esplicita, dichiarata dall’Iran e da Hamas, di distruggere lo Stato d’Israele, volontà ribadita centinaia di volte. È un conflitto che ha causato moltissime vittime palestinesi e israeliane. Ridurre il tutto alla demonizzazione dello Stato non solo non serve a raggiungere la pace ma serve ad alimentare il conflitto e l’atmosfera di odio». Dalia Gubbay ha raccontato di aver ricevuto l’invito all’ultimo momento e di aver accettato, nonostante qualche riserva, per rispetto e stima nei confronti della consigliera Roberta Osculati (Pd), che si è impegnata per conto della Presidenza del Consiglio comunale ad organizzare la conferenza.
«Ci aspettiamo sempre che succeda qualcosa, però insomma Daniele Nahum aveva già detto che non sarebbe venuto per protesta, forse perché le posizioni del sindaco di Andria sono conosciute. Mi chiedo perché con 4 relatori sia stata scelta proprio lei», ha detto la Gubbay.

Il sindaco Sala, che per Gubbay «cerca di rimanere equidistante da tutto», intervenendo a margine di un evento a Palazzo Pirelli, nel pomeriggio ha provato a mettere una pezza: «Mettere insieme tutte le sensibilità – ha detto il primo cittadino - è difficile, ma non possiamo dire che sia impossibile. Quello che il Consiglio comunale sta facendo è un tentativo giusto, spero che si possa fare tutto per riconciliare le posizioni e andare avanti in questo lavoro, che non sarà certamente la questione risolutiva, ma potrà dare un contributo nel percorso verso una pace e duratura». La conferenza, che si articolerà in nove panel tematici diffusi in vari luoghi della città fino al 10 novembre, non prevede altri momenti di scambio con relatori della Comunità ebraica e «a caldo, se ci invitassero a parlare a qualche panel penso non andremmo da nessuna parte», ha detto il vicepresidente Gubbay, che è anche assessore alle Scuole della Comunità.

Domenica è prevista invece l’apertura della Sinagoga per delle visite guidate, che dopo quanto accaduto il rabbino avrebbe pensato di annullare, «ma poi – ha proseguito Gubbay – anche per chiarirci con la consigliera Osculati, che mi ha manifestato il suo dispiacere, abbiamo deciso di non annullare». Su quanto accaduto si è espresso anche il consigliere di Azione ed esponente della Comunità ebraica Daniele Nahum, che ha annunciato che chiederà al sindaco Sala di coinvolgere tutti i gruppi politici nell’organizzazione dei prossimi eventi. «O si costruiscono percorsi reali coinvolgendo città e paesi dei luoghi in conflitto, oppure queste sono iniziative totalmente inutili e retoriche». Genocidio «è un termine che molti di noi contestano, è divisivo», ha affermato. Per Nahum l’invito alla sindaca di Andria è stato «un trappolone» e Arbib e Gubbay «hanno fatto bene ad andarsene».

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