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Balneari: "Governo pensi anche a operatori spiagge"

domenica 10 giugno 2018

2' di lettura

Roma, 7 giu. (Labitalia) - "Il governo deve intervenire sulla direttiva Bolkestein, sull'Iva al 22% e sull'erosione delle spiagge". Questo l'appello di Antonio Capacchione, neopresidente del Sindacato italiano balneari Fipe-Confcommercio che, in un'intervista a Labitalia, fa il punto dell'andamento del settore in vista della stagione estiva. "I problemi della categoria dei balneari italiani -afferma- sono sostanzialmente tre. In primo luogo, il problema burocratico delle concessioni demaniali; l'applicazione della direttiva Bolkestein ha determinato l'interruzione di una tradizione plurisecolare della balneazione italiana attrezzata. Quindi, il primo obiettivo è di evitare che la Bolkestein si applichi agli stabilimenti balneari". "Questo governo -fa notare Capacchione- ha ingenerato grandi aspettative non solo dei balneari, ma di tutti i concessionari italiani. Le parti politiche che sostengono questo governo hanno fatto una campagna elettorale inneggiando alla fuoriuscita del settore dalla Bolkestein; questo ha creato delle grandi aspettative che, siamo certi, non resteranno deluse". Il secondo problema, prosegue, "è rappresentato dai costi: le imprese balneari sono le uniche imprese turistiche in Europa a cui si applica l'Iva al 22%, e non quella agevolata al 10%". "C'è, dunque, l'esigenza di una riduzione dei costi, che -chiarisce- riguardano anche i canoni pertinenziali perché c'è un segmento del nostro mondo a cui si applicano dei canoni assolutamente insostenibili e irrazionali che sono appunto quelli pertinenziali". Per Capacchione, "serve, in questo caso, una riforma dei canoni demaniali che li renda più equi e sopportabili e sicuramente l'applicazione dell'Iva agevolata al 10%, anche a questo tipo di imprese come a quelle turistiche". "Il terzo problema -sottolinea il presidente del Sib- è rappresentato dall'aumento del fenomeno dell'erosione delle spiagge che si mangia anche il reddito dei balneari. Proponiamo di attribuire ai Comuni la quasi totalità del gettito dei canoni demaniali che possono servire per un piano straordinario, con altre risorse pubbliche, d'intesa appunto con le Regioni e i Comuni, per un piano straordinario di tutele e di valorizzazione della costa. Attualmente, invece, in maniera assolutamente irrazionale, il canone viene versato allo Stato, mentre tutte le funzioni amministrative spettano ai Comuni".

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