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Nivolumab: nuovi passi in avantinel programma di sviluppo globale

Il farmaco in combinazione con ipilimumab si rivela efficace nel trattamento dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) con elevato carico mutazionale (Tmb)
di Maria Rita Montebelli domenica 11 febbraio 2018

2' di lettura

Il programma globale di sviluppo di nivolumab condotto da Bristol-Myers Squibb compie un ulteriore passo in avanti: è infatti degli scorsi giorni l’annuncio che lo studio di fase III Checkmate -227 ha raggiunto l’endpoint co-primario di sopravvivenza libera da progressione con la combinazione di nivolumab e ipilimumab rispetto alla chemioterapia in prima linea in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) avanzato che presentano elevato carico mutazionale (Tmb), indipendentemente dall’espressione di Pd-l1, proteina che impedisce l’attivazione del sistema immunitario.Nel tempo, le cellule cancerogene accumulano mutazioni che non vengono osservate nelle cellule normali. Il Tmb è un biomarcatore quantitativo che riflette il numero totale di mutazioni nelle cellule tumorali. Queste cellule con elevato Tmb hanno alti livelli di neoantigeni - marker presenti sulla superficie delle cellule tumorali ma assenti nel tessuto normale - che si pensa possano aiutare il sistema immunitario a riconoscere i tumori ed indurre un aumento delle cellule T che combattono il cancro e la risposta antitumorale. Nello studio, il Tmb è stato valutato utilizzando il testFoundationone cdx. Inoltre, basandosi su un’analisi ad interim per la sopravvivenza globale, il Data monitoringcommittee ha raccomandato il proseguimento dello studio. Il profilo di sicurezza era in linea con quanto precedentemente riportato in pazienti con Nsclc in prima linea per la schedula di combinazione con nivolumab (3 mg/kg ogni due settimane) e bassa dose di ipilimumab (1 mg/kg ogni sei settimane).“Il Tmb è emerso come importante biomarcatore di attività immunoterapica - ha affermato Matthew D. Hellmann, study investigator e oncologo al Memorial sloan kettering cancer center - per la prima volta, questo studio di fase III mostra una sopravvivenza libera da progressione superiore con la combinazione di farmaci immunoterapici in prima linea in una popolazione predefinita di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule ed elevato Tmb. Checkmate -227 ha mostrato che il Tmb è un importante biomarcatore predittivo indipendente che permette di identificare una popolazione di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in prima linea che possono trarre beneficio dalla combinazione di nivolumab e ipilimumab”. Giovanni Caforio, chief executive officer di Bristol Myers-Squibb, ha commentato “Crediamo che questi risultati di CheckMate -227 rappresentino una svolta nella ricerca sul cancro e un significativo passo in avanti nel determinare quali pazienti con tumore del polmone in prima linea possano trarre maggiore beneficio dalla combinazione di nivolumab e ipilimumab. Questi dati confermano la nostra profonda conoscenza della biologia tumorale, delle principali possibilità della medicina traslazionale e l’impegno a sviluppare nuovi approcci per i pazienti oncologici”. (MATILDE SCUDERI)

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