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La terapia immuno-oncologica Tra innovazione e sostenibilità

Si tenuto nei giorni scorsi a Padova, all’Istituto Oncologico Veneto, un evento organizzato da MotoreSanità dal titolo ‘Oncologia 4.0 Immuno-oncologia tra innovazione e sostenibilità’
di Maria Rita Montebelli domenica 5 novembre 2017

Domenico Mantoan, direttore generale Area Sanità e Sociale Regione del Veneto

4' di lettura

Un evento riuscitissimo, che ha visto il coinvolgimento dei principali direttori generali, direttori sanitari, di dipartimento ed unità operative della Regione del Veneto. Domenico Mantoan, direttore generale Area Sanità e Sociale Regione del Veneto, ha portato i suoi saluti istituzionali sottolineando la vera innovazione soprattutto nel mondo dell’oncologia e della farmacologia. “Lo IOV è un punto di riferimento della rete oncologica, un modello ben definito prediligendo il ricorso a strumenti di governo clinico con un forte impegno nell’applicazione dei criteri di appropriatezza. L’organizzazione adottata è semplice e si basa sulla divisione della popolazione in 5 zone, ogni milione di abitante ha un Hub – ha sottolineato Mantoan – l’innovazione certamente costa e l’industria ha la necessità di ammortizzare il costo degli investimenti in corso. In un momento in cui il fondo è fermo da 10 anni e arriveremo a 6,5 per cento sul PIL, è fondamentale la gestione dell’innovazione e dell’appropriatezza stabilendone i criteri”. Secondo Pierfranco Conte, direttore dell’Oncologia Medica 2 dello IOV e coordinatore tecnico scientifico della Rete Oncologica Veneta (ROV) “Uguaglianza e uniformità nell’accesso alle cure, sicurezza delle prestazioni, tempestività della presa in carico, continuità dell’assistenza, e ancora appropriatezza, trasparenza, innovazione e ricerca sono gli obiettivi della rete oncologica”. Da uno studio della Scuola Sant’Anna di Pisa, il Veneto risulta il benchmark italiano per quanto riguarda i percorsi oncologici. Conte ha poi parlato di immunoterapia: “Uno dei grandi vantaggi – ha detto – è che la risposta è duratura nel tempo, dato che le cellule dell’immunità, una volta divenute in grado di combattere il tumore possono poi agire anche sulle metastasi. Se dobbiamo coniugare innovazione e sostenibilità dobbiamo cambiare il nostro modo di lavorare, lavorando sui percorsi assistenziali, sulla ricerca indipendente sul sistema a rete con al centro il paziente”. Vanna Chiarion Sileni, responsabile della Struttura Oncologica del melanoma e dell’esofago IRCCS Istituto Oncologico Veneto, Padova, ha detto  che “come Unità di Oncologia del Melanoma dello IOV siamo particolarmente orgogliosi di aver potuto offrire ai pazienti la possibilità di partecipare a questi trial. Le guarigioni avvenivano anche in passato, ma oggi si è arrivati a una sopravvivenza del 45-50 per cento con le combinazioni, e quello che stiamo cercando fare è di favorire questo accesso e capire come incrementare la percentuale di guarigione”. “L’immunoterapia è uno tsunami, una rivoluzione epocale in termini di risultati per i pazienti – ha aggiunto Vittorina Zagonel, direttore del Dipartimento di Oncologia Clinica Sperimentale  - Si è parlato molto di melanoma e polmone ma il futuro è anche per altri pazienti malati di tumore ad esempio quello del colon e della vescica. È importante utilizzare al meglio ciò che si ha a disposizione e guardare al futuro per le prossime sfide”. La seconda tavola rotonda su ‘La governance della sostenibilità’ è stata introdotta e moderata da Angelo Del Favero, direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità che ha spiegato che “la spesa out of pocket sta crescendo e ha raggiunto i € 36,0 miliardi, quindi parlare di sostenibilità è molto importante in questo incontro per sottolineare che il nostro sistema è tipo universalistico. L’uso strategico dell’innovazione tecnologica nei processi clinici e gestionali, orientati alla continuità delle cure e alla centralità del paziente, sono determinanti per la diffusione di modelli innovativi nella gestione della salute”. Fabrizio Boron, presidente della V Commissione Politiche socio-sanitarie Regione del Veneto si è chiesto: “Oggi, il tema è garantire quel primato regionale a livello di cure e di eccellenze, avendo però a disposizione le risorse. Come si fa a dare un servizio all’avanguardia se non abbiamo un medico? Perché di fronte ai tagli, occorre una presa di coscienza e un atto di responsabilità concreto. Il Veneto è in grado di seguire il campo sanitario al 100 per cento e può essere una guida per la nazione. La sanità ha l’obiettivo la cura e la salvaguardia su tutti i livelli. Il direttore generale ULSS 2 Marca Trevigiana, Treviso Francesco Benazzi ha dichiarato che “noi dobbiamo trovare le risposte, i farmaci innovativi migliorano gli standard di vita e di sopravvivenza,ma è evidente che bisogna fare i conti con l’aumento dei costi. Per far fronte a ciò le ULSS devono crearsi una rete interna, dotandosi di strumenti informatici e scremando i pazienti non rispondenti”. Dal canto suo Francesco Cobello, direttore generale dell’AOUI Verona ha sottolineato che  “stiamo arrivando all’estremo perché vi è un limite al contenimento della spesa. Fondo, out of pocket e rinascita del sistema mutualistico un problema di differenziazione di sistemi. La sostenibilità è un tema complesso e multi variato quindi va analizzata sotto vari aspetti, di certo bisogna avere i dati per capire dove sono gli sprechi”. Secondo Pietro Girardi, direttore generale ULSS 9 Scaligera, Verona “Prestazioni e servizi, ma soprattutto una multi-professionalità a 360°, risponderanno alle reali esigenze dei cittadini migliorando qualità ed efficienza nella gestione in un’ottica di razionalizzazione contribuendo a garantire la sostenibilità economica del sistema sanitario regionale”. (EUGENIA SERMONTI)

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