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Dimmi "mi piaci"

e ti amerò di più
di Eloisa Palomba giovedì 11 settembre 2008

2' di lettura

Londra - E pensare che Raffaella Carrà l’aveva già scoperto da tempo, da quando cantava il suo mitico “Tuca Tuca”… Dire “Mi piaci” è la formula magica per catturare l’attenzione della persona che ci interessa e risultare attraenti ai suoi occhi. Non importa se siamo belli o brutti, ricchi o poveri…queste due paroline sono sufficienti per essere amati. A dimostrarlo ci pensa uno studio condotto su 230 persone, uomini e donne, dagli psicologi dell'università di Aberdeen, in Inghilterra, che apparirà sulla rivista “Psychological Science” e che sarà presentata al “BA Festival of Science”, in corso a Liverpool fino all'11 settembre. Essere espliciti in amore aiuta? Secondo la ricerca pare proprio di sì. Un apprezzamento diretto, manifestato a parole, o anche con sorrisi e sguardi, è in grado di farci apparire più appetibili agli occhi di colui/colei che corteggiamo. In sostanza, dimostrare un interesse esplicito verso qualcuno non garantisce al 100% la sicurezza di conquistare il suo cuore ma consente, se non altro, di avere più chance di riuscita nell'impresa amorosa. Questi indicatori sociali, che suggeriscono quanto si piace a qualcuno, si rivelano fondamentali nei meccanismi dell'attrazione", spiega il dottor Ben Jones, uno degli autori dello studio, all'Independent. Ai 230 partecipanti all’esperimento, gli studiosi hanno mostrato alcune fotografie di persone in diversi atteggiamenti, seri, sorridenti, timidi, ammiccanti ecc… Alla domanda: “Quale di queste persone ti sembra più attraente?”, la maggior parte ha risposto indicando i personaggi che mostravano più interesse nei confronti di chi li guardava. “È come se imparassimo a misurare la nostra capacità di attrazione - sottolineano gli esperti - attraverso il comportamento degli altri nei nostri confronti: è apparsa evidente la preferenza che le persone manifestano nei confronti di uomini o donne per così dire del loro livello, cioè con un carico di sex appeal e bellezza simile a quella che loro pensano di avere”.

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