In tavola

Farina, "cosa c'è davvero all'interno": la delirante teoria del complotto

Attilio Barbieri

I complottisti sono in servizio permanente effettivo. Dopo i due anni abbondanti di bufale su coronavirus, vaccini e terapie alternative, ora si sono riciclati su altri ambiti tematici. Chi si è dato a sostenere le regioni di zio Vlad (Putin) nell'aggressione proditoria all'Ucraina, chi tormenta l'astronauta Samantha Cristoforetti accusata, nell'ordine, di inscenare una recita fingendo di essere nello spazio oppure di non esistere e di essere in realtà impersonata da tre persone differenti.

 

E poi ci sono i complottisti della tavola. Quelli che «non comperate la pasta Barilla perché è straniera», quando invece è italianissima e saldamente in mano alla omonima famiglia emiliana. L'ultima bufala che rimbalza sui social media alimentata da quest' ultimo gruppo di persone riguarda gli insetti. Per la precisione le farine a base di insetti che secondo costoro verrebbero impiegate sistematicamente in quasi tutte le preparazioni alimentari, senza che la loro presenza compaia in etichetta.

Ad alimentare la bufala ha contribuito un guru indiscusso del negazionismo e del complottismo tricolore, Alessandro Meluzzi, già psichiatra di successo e per almeno un ventennio ospite fisso di numerosi talk show, autoproclamatosi primate della Chiesa ortodossa italiana autocefala. Sul finire di agosto Meluzzi ha pubblicato un tweet rimbalzato per settimane su tutti i social. «Cominciate a controllare bene le etichette dei prodotti trasformati: biscotti, dolci, semipreparati e preparati liofilizzati, snack... Infileranno la farina di insetti ovunque. La chiamano "farina proteica"... #alimentazione #Ue #insetti».

ETICHETTA MUTA
Un tweet che rimbalza tuttora, condiviso e arricchito da infiniti particolari da falangi di complottisti sparsi in tutto lo Stivale. Ad esempio Lillina88, shampista in un grande centro commerciale del nord Italia che giura di aver intercettato dei biscotti contenenti farina di grillo. Oppure l'operatrice olistica KatiaSei (gli altri cinque profili Facebook sono bloccati per aver pubblicato a mitragliafake news sul Coronavirus) che cita inesistenti «studi scientifici» contenenti la dimostrazione finale che tutte le farine proteiche contengono insetti senza dichiararlo in etichetta. E ancora MimmoPennellone, idraulico siciliano che racconta le sue peripezie ospedaliere, dopo aver assunto uno snack a base di cavallette senza saperlo, scoperte soltanto dopo un esame dal laboratorio ospedaliero.

 


Fantasie in libertà. Ma guai a contraddire costoro. Nella migliore tradizione del complottismo antivaccinista di cui si sono abbeverati per anni, c'è da rimediare, nella migliore delle ipotesi, una sequela di insulti e contumelie di ogni tipo. Quando non scattano addirittura le minacce. Naturalmente non è vero nulla. In base al Regolamento europeo 1169 del 2011 produttori e confezionatori che mettano in vendita cibi contenenti insetti o farine di insetti lo devono dichiarare in etichetta.