La prevenzione delle malattie comincia molto prima dell’ingresso in un ambulatorio: comincia nei campi, nella qualità delle materie prime e nelle scelte alimentari quotidiane. È il messaggio di Riccardo Fargione, responsabile dell’area salute di Coldiretti, alla vigilia della XXIV edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione.
L’appuntamento si terrà il 20 e 21 ottobre a Palazzo Rospigliosi, a Roma. Al centro del confronto tra istituzioni, economia, scienza e cultura ci saranno guerre, sicurezza alimentare ed energetica, futuro dell’Europa, innovazione, democrazia e salute. Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra alimentazione e salute, con la partecipazione del ministro della Salute Orazio Schillaci, del commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e di esponenti della comunità scientifica. «La prevenzione comincia nei campi», afferma Fargione. «Gli agricoltori non producono soltanto cibo, ma contribuiscono a tutelare la salute e il futuro del Paese». Da questa consapevolezza nasce la richiesta di politiche capaci di promuovere un’alimentazione equilibrata, garantire maggiore trasparenza sull’origine degli alimenti e tutelare economicamente chi opera nella filiera.
Fargione richiama le evidenze scientifiche sull’associazione tra il consumo elevato di alimenti ultraformulati e il maggiore rischio di alcune patologie croniche. Tra queste figurano il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e metaboliche, alcune patologie neurodegenerative e forme tumorali. «È necessario un cambio di passo nelle politiche alimentari e sanitarie», sostiene Fargione. «La prevenzione è una questione sanitaria, sociale ed economica». Il tema riguarda anche la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, considerando il crescente peso delle patologie croniche e i costi associati all’obesità. Secondo Coldiretti, intervenire sulle abitudini alimentari significa quindi ridurre il rischio di malattia e, allo stesso tempo, contenere la pressione economica sul sistema sanitario. Per Coldiretti, l’educazione alimentare deve iniziare fin dall’infanzia. Le mense scolastiche dovrebbero privilegiare prodotti freschi, stagionali e di qualità, diventando luoghi di formazione oltre che di ristorazione. L’organizzazione richiama inoltre l’attenzione sull’esposizione dei giovani a prodotti ultraformulati ed energy drink, spesso promossi attraverso strategie commerciali particolarmente aggressive.
Fargione cita il provvedimento del Comune di Roma che prevede l’esclusione degli alimenti ultraformulati dai pasti scolastici. L’auspicio è che il modello venga adottato anche in altre realtà italiane ed europee. «I bambini devono diventare i protagonisti di una rivoluzione alimentare non più rinviabile», afferma Fargione. Tra gli strumenti di sensibilizzazione rivolti ai più giovani c’è Farmcraft, il progetto che utilizza Minecraft per avvicinare i ragazzi all’agricoltura, all’origine del cibo e al lavoro degli agricoltori. L’obiettivo è utilizzare un linguaggio familiare alle nuove generazioni per spiegare il percorso degli alimenti, dal campo alla tavola, e il valore della produzione agricola. Un altro nodo riguarda il rapporto tra prezzo e qualità. «I cibi meno salutari sono spesso quelli più economici e accessibili», osserva Fargione. Secondo Coldiretti, è necessario rendere gli alimenti freschi e di qualità accessibili a tutte le famiglie, evitando che un’alimentazione equilibrata diventi una possibilità riservata soltanto a chi dispone di maggiori risorse economiche. L’organizzazione chiede inoltre maggiore chiarezza sui prodotti ottenuti con materie prime estere, come alcune miscele di oli d’oliva e la pasta realizzata con grano proveniente da Paesi che consentono pratiche agricole non ammesse in Italia. «Mangiare sano non può diventare un privilegio per pochi», afferma Fargione. Tra le soluzioni indicate figurano il rafforzamento della filiera corta, la valorizzazione dei mercati di Campagna Amica, la riduzione dello spreco alimentare e la promozione di consumi consapevoli e legati alla stagionalità. Il progetto Campagna Amica per la Salute porta i mercati contadini negli ospedali e favorisce il confronto tra agricoltori, medici, operatori sanitari e cittadini.
«La tutela della salute non comincia quando si entra in un ambulatorio, ma molto prima, a partire dal cibo che scegliamo ogni giorno», spiega Fargione. L’iniziativa punta a rafforzare il ruolo dell’agricoltura nella prevenzione e la collaborazione tra mondo agricolo e sistema sanitario. L’obiettivo è costruire un’alleanza capace di promuovere la qualità degli alimenti e di rendere più consapevoli le scelte dei cittadini. Coldiretti chiede inoltre maggiore trasparenza sull’origine degli alimenti e delle materie prime, con particolare riferimento al criterio doganale dell’ultima trasformazione sostanziale. In determinate circostanze, infatti, l’origine non preferenziale di un prodotto può essere determinata dal Paese in cui avviene l’ultima trasformazione, senza indicare necessariamente la provenienza delle singole materie prime. Secondo Fargione, questo sistema può non garantire informazioni sufficienti ai consumatori e rischia di penalizzare le produzioni italiane. L’organizzazione propone quindi un rafforzamento dell’etichettatura, condizioni di concorrenza più eque e una maggiore attenzione alle differenze tra gli standard applicati nei diversi Paesi. Il Forum sarà l’occasione per discutere con istituzioni, mondo scientifico e rappresentanti dell’economia il rapporto tra agricoltura, alimentazione e salute pubblica. Le proposte di Coldiretti si concentrano su quattro direttrici: qualità delle produzioni, trasparenza delle informazioni, educazione alimentare e prevenzione. «Investire nell’agricoltura di qualità significa investire nella salute delle persone e nel futuro del Paese», conclude Fargione.