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Brolucizumab: dopo due anniconferma degli ottimi risultati

La molecola sviluppata da Novartis si conferma estremamente efficace nella riduzione del fluido retinico in pazienti affetta da degenerazione maculare senile neovascolare o umida (Namd), patologia che colpisce 20 milioni di persone
di Maria Rita Montebelli domenica 25 novembre 2018

2' di lettura

Importanti novità per i pazienti con degenerazione maculare senile neovascolareo umida (Namd), patologia legata all’invecchiamento che colpisce 20-25 milioni di persone in tutto il mondo: Novartis ha annunciato per brolucizumab altri risultati di fase III a due anni, a ulteriore conferma dei risultati positivi del primo anno. “Questi risultati a due anni confermano gli eccellenti dati a un anno per brolucizumab nella riduzione del fluido retinico, un obiettivo chiave per i medici che trattano i pazienti con Namd - ha dichiarato il dottor Pravin U. Dugel, managing partner, retinal consultants of Arizona, clinical professor presso il Roski eye institute della Keckschool of medicine, university of Southern California - Questi risultati coerenti continuano a supportare brolucizumab come potenziale nuovo trattamento per i pazienti con Namd”. È opportuno ricordare che la Namd è la causa principale di grave perdita della vista e cecità legale nelle persone sopra i 65 anni in Europa, Nord America, Australia e Asia. Insorge quando iniziano a formarsi vasi sanguigni anomali al di sotto della macula, l’area dell’occhio responsabile della visione centrale. La fuoriuscita di sangue e fluidi dai vasi sanguigni neoformati, causa la deformazione e distorsione della visione fino addirittura alla perdita della visione centrale, poiché questi liquidi si raccolgono sotto la macula e la sollevano. I risultati. Brolucizumab inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni impedendo l'attivazione dei recettori del Vegf (dall’inglese Vascular endothelial growth factor) e la proliferazione delle cellule endoteliali. La molecola ha raggiunto il suo endpoint primario di non inferiorità rispetto ad aflibercept – che si basa grosso modo sul medesimo meccanismo d’azione - nella migliore acuità visiva corretta e ha dimostrato la superiorità nei risultati retinici chiave ad un anno Gli endpoint secondari a due anni hanno confermato la superiorità di brolucizumab 6 mg nella riduzione del fluido retinico, un importante marcatore dell’attività di malattia nei pazienti con Namd. “Nel corso di due anni, brolucizumab ha costantemente asciugato il fluido retinico meglio di aflibercept, mantenendo al contempo per molti pazienti uno schema posologico trimestrale. Inoltre, i robusti guadagni visivi dimostrati da brolucizumab nel primo anno sono stati mantenuti anche nel secondo - ha affermato Shreeram Aradhye, global head medical affairs e chief medical officer di Novartis - Grazie ai sostenuti miglioramenti nei principali risultati anatomici che denotano attività di malattia, brolucizumab rappresenta un importante progresso scientifico e sottolinea il nostro impegno nel ridisegnare la medicina”. (MATILDE SCUDERI)

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