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Sopravvivenza libera da recidiva migliore e duratura con nivolumab

Nivolumab a dimostrato una superiorità rispetto rispetto a ipilimumab in un’ampia gamma di pazienti con melanoma resecato in stadio III/C e IV, secondo il più lungo follow-up di qualsiasi inibitore di PD-1
di Maria Rita Montebelli domenica 10 giugno 2018

2' di lettura

Presentati da Bristol-Myers Squibb Company nella sessione ‘Melanoma/Skin Cancers’ del congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago i risultati aggiornati dello studio di Fase III CheckMate -238 che ha valutato nivolumab rispetto a ipilimumab in pazienti con melanoma in stadio IIIB/C o IV ad alto rischio di recidiva dopo resezione chirurgica completa. Nei risultati aggiornati dello studio, nivolumab ha continuato a mostrare una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) - endpoint primario dello studio - statisticamente più lunga, pari al 62,6 contro 50,2 per cento con ipilimumab a un follow-up minimo di 24 mesi in tutti i sottogruppi chiave, inclusi gli stadi di malattia e lo stato di mutazione BRAF. Nessun nuovo dato di sicurezza è emerso dall’analisi a 24 mesi. Come precedentemente riportato nell’analisi a 18 mesi, nivolumab ha dimostrato un tasso significativamente più basso di eventi avversi che hanno portato alla sospensione del trattamento (9,7 per cento nel braccio con nivolumab e 42,6 per cento nel gruppo trattato con ipilimumab) e di eventi avversi legati al trattamento di grado 3-4 (14,4 per cento dei pazienti nel braccio con nivolumab e 45,9 per cento in quelli trattati con ipilimumab). “Il più ampio uso di agenti immuno-oncologici ha cambiato il panorama del trattamento contro il cancro e, con l’avanzamento della ricerca, siamo in grado di estendere l’uso di questi agenti alla terapia adiuvante del melanoma per aiutare a prevenire la recidiva di malattia – ha sottolineato Jeffrey S. Weber, principal investigator di CheckMate -238 – I risultati del follow-up a 24 mesi dello studio, il più lungo per un qualsiasi inibitore di PD-1 in ambito adiuvante, continuano a supportare decisamente il beneficio di nivolumab in molti stadi del melanoma e stato di mutazione BRAF”. Arvin Yang, M.D., Ph.D., development lead, melanoma and genitourinary cancers, Bristol-Myers Squibb, ha affermato: “I dati aggiornati dello studio CheckMate -238 continuano a indicare che il trattamento adiuvante nel melanoma può cambiare il decorso della malattia prevenendo le recidive e la progressione a uno stadio più avanzato”. (EUGENIA SERMONTI)

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