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Contro le cardiopatie femminiliil 2 febbraio indossa ‘del rosso’!

L’invito alle donne ad indossare ‘qualcosa di rosso’ è per ricordare il colore-simbolo del cuore e l’esigenza di prevenzione. Fra le soluzioni più innovative i defibrillatori impiantabili sottocutanei
di Maria Rita Montebelli domenica 28 gennaio 2018

4' di lettura

Numeri sorprendenti e, almeno per il 'genere', assolutamente inattesi. Le donne, contrariamente a quanto si pensi, sono più esposte degli uomini al rischio di patologie cardiache: basti pensare che in Italia, ogni anno, 124 mila donne vengono colpite da un infarto o da malattie cardiovascolari –  una ogni 5 minuti – e complessivamente, nel nostro Paese fra 50 e 60 mila persone vengono colpite ogni anno da arresto cardiaco improvviso, con un  tasso di mortalità di sette volte superiore a quello degli incidenti stradali. In Europa, le persone annualmente colpite da arresto cardiaco improvviso sono 350 mila, di cui buona parte donne. A questa realtà guarda il ‘National Wear Red Day’, giornata dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne che si celebrerà quest’anno venerdì 2 febbraio. Nella giornata, promossa dalla American Heart Association e dal National Heart, Lung and Blood Institute, le donne di tutto il mondo sono invitate a indossare simbolicamente qualcosa di rosso, una sorta di ‘omaggio’ femminile al cuore, ma anche una sfida dichiarata alle tante patologie cardiache che colpiscono le donne. ‘Go red for women and… love your heart’ è, in sostanza, il messaggio che verrà diffuso attraverso innumerevoli iniziative. Boston Scientific aderisce all’iniziativa mondiale ricordando gli straordinari progressi fatti dalla ricerca sui dispositivi medici, l’aumentata attenzione nei confronti della ‘medicina di genere’ e le nuove soluzioni oggi disponibili per contrastare le malattie cardiache, tuttora il ‘killer n. 1’ nel mondo femminile. Per molte pazienti a rischio di aritmie cardiache maligne sono oggi disponibili, per esempio, i defibrillatori impiantabili che forniscono un supporto di 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. La loro funzione è quella di monitorare costantemente il ritmo cardiaco fornendo, se necessario, la terapia adeguata a ripristinare il normale ritmo del cuore. Possiamo quindi considerarli dei veri e propri ‘angeli custodi’ che vengono impiantati per prevenire episodi ad alto rischio. Questi dispositivi possono essere di due tipi: quelli che per funzionare necessitano di elettro-cateteri transvenosi (che arrivano all’interno del cuore tramite l’albero venoso) e quelli sottocutanei che funzionano senza toccare né il cuore né i vasi sanguigni (il Subcutaneous Implantable Cardioverter Defibrillator S-ICD), pur garantendo la medesima efficacia nel prevenire l’arresto cardiaco improvviso. Nati dalla ricerca Boston Scientific, contrassegnati con il marchio CE dal 2009 e disponibili oggi anche in Italia, vengono impiantati in una piccola tasca sottocutanea, una modalità che riduce in modo significativo il rischio di complicanze, maggiormente legate ai tradizionali defibrillatori impiantabili transvenosi. L’ultima generazione di S-ICD è, inoltre, compatibile con indagini diagnostiche sofisticate come la Risonanza magnetica nucleare (Rmn), e dispone di batterie fra le più longeve oggi esistenti. La maggiore durata del dispositivo (fra 9 e 13 anni) consente di ridurre drasticamente il numero di sostituzioni previste nel normale ‘ciclo di vita’ dei defibrillatore, limitando così una delle maggiori preoccupazione dei pazienti cardiopatici che, per il 73 per cento,  temono i rischi degli impianti di sostituzione. “I numeri evidenziano la dimensione del problema, spesso sottovalutato – commenta la dottoressa Patrizia Rocca della Riabilitazione specialistica cardiovascolare dell’Ospedale ‘Bolognini’ di Seriate – Per questo è importante che l’azione di informazione e sensibilizzazione sia incessante. La raccomandazione alle donne è sia quella di adottare stili di vita salutari (alimentazione, attività fisica), sia quella di tenere sotto controllo fattori di rischio quali ipertensione, osteoporosi, sovrappeso, ipercolesterolemia, depressione. Oggi, per fortuna, l’attenzione alla specificità delle patologie femminili è maggiore, ma le donne devono essere le prime a prendersi cura del proprio cuore. Per questo, la giornata ‘in rosso’ è importante e mi auguro che tutte le donne la considerino una ‘ricorrenza speciale’, dedicata alla loro salute”. Il defibrillatore sottocutaneo S-ICD non si propone, attualmente, come una alternativa diretta al tradizionale ICD endocardico, ma come una soluzione innovativa e ottimale per quelle pazienti a rischio che possono maggiormente beneficiare dalle sue caratteristiche. E le complicazioni correlate con le procedure di estrazione e reimpianto dei dispositivi, inoltre, hanno un costo elevato non solo dal punto di vista economico, ma anche medico e psicologico: la degenza in ospedale e il costo dei trattamenti intensivi per scongiurare possibili infezioni, costo che incide per il 40 per cento sull’importo totale della sostituzione. Per questo, la longevità di dispositivi come quelli di Boston Scientific aggiunge agli indiscussi benefici per la salute la riduzione di circa 1/3 dei costi sostenuti per i dispositivi tradizionali. Da ultimo, un aspetto niente affatto marginale, soprattutto per le pazienti donne: i dispositivi sottocutanei hanno un basso impatto sul piano estetico; un minor numero di re-interventi riduce la visibilità della cicatrice nella zona dove è posizionato il dispositivo. Anche questo, un fattore che verrà sottolineato nelle molteplici iniziative che in tutto il mondo celebreranno il ‘National Wear Red Day’ e la tutela del cuore femminile. (EUGENIA SERMONTI)

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