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Pediatria: neuropsichiatra, bimbi a scuola da soli tappa importante della crescita

domenica 5 novembre 2017

3' di lettura

Roma, 3 nov. (AdnKronos Salute) - Il dibattito di questi giorni acceso dalle circolari delle scuole e dalle polemiche dei genitori in rivolta ha messo in ombra un aspetto importante: "Consentire al proprio bambino di andare a scuola da solo è una scelta che non può essere soltanto dettata da un'esigenza organizzativa, poiché è un'importantissima tappa nella crescita sia della genitorialità sia del bambino". Lo spiega Nicoletta Aliberti, responsabile della neuropsichiatria infantile dell'Ini di Roma. "Secondo il metodo Montessoriano - ricorda - 'crescere ed essere indipendenti implica essere responsabili e per essere responsabili bisogna dimostrare ciò che si è capaci di fare'. I segnali dell'acquisita capacità di fare e di mettere in atto la propria indipendenza e la propria autonoma responsabilità può emergere all'interno di un processo di crescita, in cui è decisivo il ruolo del modello educativo genitoriale. Imparare ad andare a scuola da soli e dimostrare di saper gestire questa importante tappa dello sviluppo presuppone l'esistenza di un precedente e graduale percorso di crescita del senso di responsabilità e di consapevolezza delle proprie capacità". Questa tappa importante, "tanto nello sviluppo dei bambini che nella crescita del senso di genitorialità - prosegue la neuropsichiatra - presume l'aver sperimentato il passaggio da una relazione genitore-figlio di tipo affettivo, protettivo e di accudimento, a una relazione propositiva, di 'guida a distanza' da parte del genitore. In questa transizione - aggiunge la neuropsichiatra - gradualmente il genitore offre al figlio la possibilità di sperimentare una modalità educativa volta a fargli maturare il giusto grado di conoscenza di sé, autostima e sicurezza nelle proprie capacità. Solo se il bambino sarà stato messo in condizione e avrà potuto dimostrare, in ambiente familiare, di saper fare da solo e chiedere ciò che ritiene necessario per il soddisfacimento dei suoi bisogni, solo se avrà imparato ad affrontare l'ansia del nuovo, il timore e la frustrazione dell'insuccesso, i conflitti e le emozioni a esse correlate, potrà maturare la capacità di affrontare da solo il cammino oltre l'uscio di casa". Insomma, il bambino cresce, ma devono farlo anche i genitori. Che devono acquisire "la capacità di sostenerlo e incoraggiarlo, controllando il naturale istinto protettivo e acquisendo, al suo posto, sempre più un ruolo di guida a distanza. Il genitore, pur rappresentando il 'porto sicuro' - continua Aliberti - dovrà maturare la capacità di incoraggiare il suo bambino a prendere il largo accogliendo i tentativi d'indipendenza, predisponendo ciò che a lui serve nella costruzione della sua autonomia e incoraggiando sempre l'esito dei suoi tentativi". Il bambino potrà quindi dimostrare di saper andare a scuola da solo quando "sin dall'infanzia potrà essere messo nella condizione di mostrare la capacità di comunicare e gestire i propri bisogni, affrontare e superare il rischio dell'errore, riconoscere le proprie paure e timori scoprendo di avere risorse interne per superarle e accettarle. Il bambino - conclude l'esperta - sarà quindi pronto a percorrere la strada che lo separa dalla scuola, scegliere i mezzi per raggiungerla, gestire le sensazioni che proverà nel confrontarsi con gli estranei che incontrerà durante il suo cammino verso la scuola, imparando a vederli sotto una nuova luce, come opportunità di crescita responsabile".

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