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Colon irritabile, allarme rosso per il cambio di stagione: cosa può accadere

di Paola Natali mercoledì 16 settembre 2026

3' di lettura

Con l’arrivo di una nuova stagione non è raro avvertire qualche disturbo intestinale in più: gonfiore, crampi, diarrea o, al contrario, stitichezza. Ma il semplice passaggio da una stagione all’altra può davvero influenzare il colon irritabile? «Non c’è una vera dimostrazione che il cambio di stagione, di per sé, possa essere una causa diretta dello sviluppo dei sintomi o delle loro riacutizzazioni», chiarisce il dottor Davide Moioli medico chirurgo. Più frequentemente, infatti, sono i cambiamenti che accompagnano questo periodo a incidere sull’equilibrio dell’intestino: stress, modifiche del sonno, variazioni nell’alimentazione, viaggi e, in alcuni casi, infezioni gastrointestinali possono agire come veri e propri fattori scatenanti, modificando la motilità intestinale e la sensibilità viscerale. «L’intestino irritabile, o IBS, è un disturbo dell’interazione intestino-cervello, con un andamento tipicamente variabile e recidivante», spiega il medico. La sindrome può manifestarsi principalmente in tre forme: stitica, diarroica e mista. Nelle persone predisposte, stress e cambiamenti nella dieta possono alterare la motilità intestinale, riducendola e favorendo una maggiore produzione di gas e quindi una distensione addominale che può contribuire alla forma stitica. Nel caso della forma diarroica, invece, il pasto stesso stimola le contrazioni del colon e alcuni carboidrati fermentabili possono aumentare la produzione di gas e il contenuto di acqua nelle feci, favorendo episodi di diarrea.

A giocare un ruolo importante è anche lo stress, che attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello può amplificare dolore, gonfiore e senso di urgenza. Il suo impatto, tuttavia, è molto individuale e varia da persona a persona. Ansia e disturbi del sonno sono frequentemente associati a una maggiore intensità dei sintomi e possono alimentare un vero e proprio circolo vizioso, nel quale stress, stanchezza e disturbi intestinali finiscono per influenzarsi reciprocamente. Anche a tavola è importante prestare attenzione: pasti irregolari, porzioni troppo abbondanti, un maggiore consumo di grassi o cambiamenti improvvisi nella dieta possono favorire una riacutizzazione dei disturbi. Per cercare di prevenirli, il primo consiglio è mantenere orari regolari dei pasti, evitando digiuni prolungati e pasti molto abbondanti. È inoltre opportuno limitare, soprattutto in presenza di diarrea, caffeina, alcol, bevande gassate, cibi molto grassi e dolcificanti come il sorbitolo. Anche le fibre devono essere introdotte con gradualità: un aumento improvviso di crusca e fibre insolubili può accentuare gonfiore e distensione, mentre può essere preferibile aumentare progressivamente le fibre solubili, come quelle contenute nello psyllium e nell’avena. «Se i disturbi persistono, può essere valutata una dieta temporanea e strutturata a basso contenuto di FODMAP», aggiunge Moioli, sottolineando l’importanza di un approccio personalizzato. Non bisogna poi dimenticare lo stile di vita: attività fisica regolare, sonno il più possibile costante e strategie di gestione dello stress possono contribuire a mantenere più stabile l’equilibrio intestinale. Resta però fondamentale capire quando i sintomi possono essere ricondotti al colon irritabile e quando, invece, è necessario approfondire la situazione. Sono compatibili con la sindrome il dolore addominale ricorrente associato alla defecazione o a cambiamenti nella frequenza o nella consistenza delle feci, spesso accompagnato da gonfiore, urgenza evacuativa, sensazione di evacuazione incompleta, diarrea o stitichezza.

Quando i disturbi persistono, cambiano caratteristiche o destano preoccupazione, è importante non attribuire automaticamente ogni sintomo al colon irritabile. «In queste condizioni è opportuna una valutazione medica, con eventuale prescrizione di una colonscopia, esami mirati e una terapia medica», sottolinea il dottor Moioli. Il messaggio, dunque, è chiaro: il cambio di stagione non è responsabile direttamente del colon irritabile, ma può rappresentare il momento in cui una serie di cambiamenti nelle abitudini quotidiane mette alla prova un intestino già predisposto. Conoscere i propri fattori scatenanti, mantenere regolarità nell’alimentazione e nello stile di vita e non sottovalutare i disturbi persistenti sono gli strumenti più importanti per affrontare il problema con consapevolezza.

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