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La sicurezza alimentare preoccupa l’80% degli italiani

domenica 25 maggio 2014

3' di lettura

Roma, 19 mag. -  (Adnkronos) Salute e sicurezza alimentare sono in testa alle preoccupazioni degli europei, più dei problemi ambientali, del terrorismo internazionale o della sicurezza pubblica. Per gli italiani è soprattutto la sicurezza alimentare un elemento di ansia, l'80% se ne preoccupa, una percentuale ben al di sopra della media europea che è del 61% (Italia e Spagna guidano questa classifica). Il vetro, per le sue qualità di sicurezza e di igienicità, è ritenuto per l'87% degli europei (74% nel 2010) la migliore scelta di packaging per alimenti e bevande. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca condotta, nel febbraio 2014, dall'agenzia di ricerca indipendente InSites Consulting, tra i cittadini di 11 Paesi europei (Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Svizzera) su oltre 8.100 consumatori, di cui circa 1.000 italiani. La ricerca è stata commissionata da Feve, l'associazione europea che rappresenta i produttori di contenitori in vetro. "Per evitare contaminazioni indesiderate da parte del packaging -dichiara Giuseppe Pastorino, presidente della sezione contenitori in vetro di Assovetro - i consumatori dovrebbero guardare oltre l'etichetta e scegliere non solo gli ingredienti di un prodotto ma anche il tipo di imballaggio. Dalla ricerca emerge, e questo ci conforta, che un numero crescente di cittadini europei intervistati, l'87% rispetto al 74% nel 2010, ritiene il vetro la migliore scelta di packaging per alimenti o bevande poiché gli vengono riconosciute spiccate proprietà di inerzia e di purezza". Dalla ricerca emerge che il packaging per i consumatori gioca un ruolo importante nell’ambito della sicurezza alimentare. I risultati mostrano infatti che il 66% dei consumatori europei si preoccupa, in maniera crescente, della possibilità che sostanze chimiche possano migrare dal contenitore al contenuto e alterare così la sicurezza di cibi e bevande. Gli italiani, con il 73%, insieme agli spagnoli e ai cittadini dell’Europa Orientale, si collocano al di sopra della media europea (66%) dichiarandosi molto preoccupati dalla possibile contaminazione e migrazione di sostanze chimiche. I meno preoccupati da questo punto di vista sono, invece, gli austriaci e gli svizzeri (51%). Otto consumatori su dieci (oltre 9 per l’Italia) ritengono che le interazioni di sostanze chimiche costituiscano un pericolo per la salute. Il 60% degli europei intervistati ha forti riserve, in particolar modo, sugli imballaggi di plastica rispetto agli altri tipi di packaging (metallo, cartone, bag in box e vetro), ritenendo che possano interferire sui cibi e sulle bevande che contengono. Gli italiani sono in linea con questo dato (62%), ma sono più preoccupati rispetto alla media europea per le lattine (53% contro 46% di media europea) e per i contenitori di metallo (58% a fronte di una media europea del 47%). Le preoccupazioni relative alla salute sono un fattore chiave nella decisione di acquisto e fanno preferire la domanda di prodotti alimentari confezionati in vetro. Tra gli europei che scelgono il vetro, il 61% lo ritiene il packaging più sicuro per la salute. In un’indagine analoga, condotta nel 2010, il vetro si attestava intorno al 48%. I genitori italiani confermano il trend europeo affermando per il 79% di preferire i cibi per bambini conservati in vetro e di evitare, per il 62%, l’acquisto di alimenti per bambini in plastica o in altri materiali diversi dal vetro. Tra gli europei più attenti da questo punto di vista, ci sono i croati rispettivamente con percentuali del 95% e dell’80%. Il vetro è infatti percepito dagli europei come il materiale da imballaggio più sicuro sia per i cibi (49%) sia per le bevande (74%).Anche gli italiani lo preferiscono a tutti gli altri materiali con il consenso del 53% degli intervistati che dichiarano di preferirlo per gli alimenti e il 76% per le bevande. Dalla parte opposta i packaging meno apprezzati per i cibi sono la plastica (5%) e le lattine (5%), i contenitori di metallo (1%) e il Bag in Box (2%) per le bevande. In Italia è forte anche la consapevolezza rispetto alle contaminazioni tra packaging e cibi e bevande contenuti. Il nostro Paese, insieme alla Croazia, registra infatti il valore più alto di consumatori consapevoli: il 93% conosce i potenziali rischi per la salute legati alle contaminazioni tra contenitore e contenuto a fronte di una media europea dell’84%.

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