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L'allarme dell'Ingv, entro 2100 possibile aumento della temperatura globale di 5 gradi

Cambiamenti molto veloci, livello degli oceani può aumentare di alcuni metri
domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

Pisa, 17 set. - (Adnrkonos) - "Qualora dovessimo continuare ad emettere molta Co2 in atmosfera, entro il 2100 potremmo avere un innalzamento della temperatura globale di 5 gradi e la calotta polare dell'Antardide occidentale potrebbe collassare. Come conseguenza di questo, il livello globale degli oceani aumenterebbe di alcuni metri. Senza tenere conto, anche se non e' un problema immediato, che stiamo perdendo enormi quantita' di acqua dolce, per ora sotto forma di calotte di ghiacio ai poli". E' l'allarme lanciato da Fabio Florindo, dirigente di ricerca dell'Ingv, l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in occasione di Geoitalia 2013, la manifestazione in corso a Pisa. "Al Polo Nord sta diminuendo in maniera drastica la copertura del ghiaccio marino. Inoltre ampie estensioni di permafrost, strati di suolo ghiacciati, si stanno sciogliendo - aggiunge Florindo - Questo suolo fa da tappo a cospicue quantita' di metano e Co2 che potrebbero aggiungersi a quelle che noi umani stiamo emettendo in atmosfera. In Antartide la situazione non e' migliore. Tutta la parte ovest soggetta alle variazioni del clima sta collassando. In Antartide abbiamo effettuato delle perforazioni per studiare sedimenti del Piocene inferiore che giacciono sotto al ghiaccio. Allo stato attuale e' emersa una profonda similitudine tra quanto accadde in quel periodo e quanto sta accadendo oggi, ma una differenza c'e' ed e' importante". "Qualora le cose non dovessero cambiare - spiega - in un secolo accadra' quanto all'epoca accadde in milioni di anni. Oggi in Antartide piattaforme di ghiaccio estese anche per 3000 Kmq stanno scomparendo nel giro di poche settimane". I dati presentati sono il risultato del progetto Andrill, di cui Florindo e' co-curatore. Il progetto vede in campo Italia, Germania, Stati Uniti, Nuova Zelanda e l'Inghilterra nel ruolo di Paese osservatore. Nella prossima fase si aggiungeranno anche Brasile, Giappone e Cina.

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