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L'Europa promuove la mobilità sostenibile, ma l'Italia resta indietro

Fino al 22 settembre si svolge la Settimana Europea
domenica 22 settembre 2013

3' di lettura

Roma, 18 set. - (Adnkronos) - Promuovere l'utilizzo della bicicletta, del trasporto pubblico e di qualsiasi altro mezzo a basso impatto ambientale, per decongestionare il traffico e diminuire l'inquinamento. Con questo obiettivo torna la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile promossa dalla Commissione Europea, la cui edizione 2013 si svolge dal 16 al 22 settembre. Lo slogan scelto per il 2013, "Clean air! It's your move", in italiano "Aria pulita! Ora tocca a te", che mira ad evidenziare il ruolo attivo che ciascun cittadino può avere nel miglioramento della qualità dell'aria attraverso le proprie scelte di mobilità. Ma come è messa l'Italia quando si parla di biciclette, piste ciclabili e trasporto pubblico? Dall'indagine 'Dati ambientali nelle città', effettuata annualmente dall'Istat a partire dal 2000, emerge che nel 2012 la domanda di trasporto pubblico (numero di passeggeri trasportati in un anno dall'insieme delle modalità di trasporto pubblico urbano) è in calo del 7,4% rispetto all'anno precedente. Nel 2011, invece, secondo il rapporto 'Mobilità urbana' dell'Istat, il calo era dello 0,2%. Secondo il dossier speciale 'Trasformazioni urbane' che raccoglie 20 anni di numeri e analisi di 'Ecosistema urbano', la ricerca di Legambiente realizzata insieme ad Ambiente Italia con la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, si va dai 97 viaggi per abitante all'anno effettuati in media sui bus nel 1994 (primo anno disponibile), agli 80 del 2003, per fermarsi a poco più di 83 in media nel 2011. Tra le grandi città, se Roma nel 2003 vantava 499 viaggi per abitante all'anno, oggi è arrivata appena a 519, così come Milano che da 404 viaggi per abitante all'anno del 2003, si attesta oggi a 456. Colpisce il calo di Catania, Palermo e Trieste, bene invece Firenze e Padova. Minimi miglioramenti si registrano tra le medie città. Ad esempio Trento nel 2011 registra solo 182 viaggi/ per abitante l'anno, nel 2003 ne vantava 153. Tra le piccole città, Siena, che dal 2003 è prima nella classifica di Ecosistema Urbano nel settore dei trasporti pubblici, ha addirittura registrato un calo medio passando dai 238 viaggi per abitante all'anno (2003) ai 212 viaggi procapite all'anno (2011). Ma non solo. Sempre nel 2011, l'Istat rileva una diminuzione anche dell'offerta del trasporto pubblico: -3,9% i posti-km per abitante erogati dall'insieme dei mezzi e -5,4% i soli autobus, che rappresentano la più diffusa e consistente modalità del trasporto pubblico locale. Sono tuttavia in incremento i servizi offerti dalla metropolitana: la densità della rete cresce del 7,3% e quella delle relative fermate del 6,7%; la disponibilità di vetture che compongono i convogli aumenta del 5,1% e i posti-km per abitante offerti all'utenza dell'1,0%. Nei grandi centri metropolitani è più consistente il numero di persone che fanno ricorso al sistema pubblico di trasporti: dichiara di utilizzarlo il 67,6% dei cittadini (contro una media del 24,7%) e, tra questi, poco meno di quattro su 10 dichiarano di ricorrervi tutti i giorni o comunque più volte alla settimana (rispetto al valore medio dell'11,9%). Gli abitanti dei comuni centro delle aree metropolitane sono anche i meno soddisfatti della qualità del servizio offerto: circa il 30% lo è della pulizia delle vetture (rispetto al 42,1% del totale); 35 su 100 sono soddisfatti della possibilità di trovare posto a sedere e della comodità delle fermate (rispettivamente contro il 51,2 e 39,4%); meno del 40% della puntualità (contro il 53,4%). Per quanto riguarda le piste ciclabili nonostante il trend di crescita degli ultimi anni, Legambiente rileva che le città italiane rimangono ancora indietro rispetto alle capitali europee: basti pensare che tre sole città europee (Helsinki con 1.500 km, Stoccolma e Hannover con 750 ciascuna) eguagliano i 104 capoluoghi italiani. Tra le quindici città prese in esame da segnalare la crescita di Milano, Torino e Padova. Infine, la bicicletta continua ad essere il mezzo più pericoloso: nel 2011 secondo l'Istat l'indice di mortalità è pari a 0,86 ciclisti per incidente (ogni 100 eventi verificatisi nei comuni capoluogo che hanno coinvolto le biciclette).

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