Roma, 19 set. - (Adnkronos) - Dai grandi problemi, come la sete nel mondo, a quelli un po' più piccoli, come le carenze del nostro sistema idrico. Sono queste le tematiche che verranno affrontate in occasione del Festival dell'Acqua che si svolgerà dal 6 all'11 ottobre (https://docs.google.com/file/d/0B0G9WuIAZ9SoREdnc0p0V1VSZG8/edit). Ad ospitare l'evento sarà L'Aquila scelta perché, con le sue ferite ancora aperte, rappresenta un monito verso l'adozione di misure di prevenzione e innovazione nella pianificazione urbanistica delle nostre città. Si tratta innanzitutto di "un gesto di solidarietà. Una città martoriata oltre qualsiasi immaginazione per chi non l'ha mai vista. Anzi invitiamo a venire per prenderne coscienza" così Mauro D'Ascenzi, vicepresidente di Federutility, commenta la scelta della città abruzzese per la seconda edizione della manifestazione. L'Aquila, spiega D'Ascenzi, "è una città che ha una grande voglia di ricostruzione” ed è quello che serve anche al sistema idrico italiano che “ha proprio bisogno di essere riprogettato e ricostruito”. Il nostro sistema idrico, infatti, registra ancora qualche difficoltà: dalle perdite di rete che rappresentano il 32% dell'acqua immessa, ai sistemi a valle. Basti pensare che il 15% della popolazione italiana è ancora priva di reti fognarie e il 30% di sistemi di depurazione adeguati. Senza contare che il livello degli investimenti in Italia rimane tra i più bassi in Europa. In particolare, aggiunge D'Ascenzi "sono tutti concordi nel constatare che servono 5 miliardi all'anno per i prossimi 5 anni. L'attuale sistema idrico italiano, invece, sta producendo risorse per 1, 2 miliardi nel settore. Quindi o si cambia il sistema o saranno guai anche da parte della Comunità europea". Nel settore della depurazione, infatti, "se non si realizzeranno i depuratori che ci vengono richiesti non solo avremmo un danno all'ambiente ma addirittura spenderemo questi soldi per pagare le multe". Gli investimenti necessari rappresentano "uno sforzo enorme ma 5 miliardo di euro all'anno vogliono dire circa 100 mila posti di lavoro in più". Ma come si recuperano questi soldi? Secondo D'Ascendi “una parte dei soldi deve essere recuperata dai finanziamenti dello Stato ma solo in parte e in relazione alle grandi opere. Ma serve soprattutto cuna politica tariffaria che non sia demagogica e che responsabilizzi il cittadino nel consumo". Per riflettere su modelli di gestione più sostenibili, dunque, l'appuntamento è all'Aquila, dove, tra gli altri, interverranno anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, il presidente del Senato, Pietro Grasso il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando e il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato. La prossima edizione del festival, invece, quella del 2015, si svolgerà all'Expo di Milano.