Roma, 12 nov. - (Adnkronos) - Riddurre l'impatto ambientale degli imballaggi. Con questo obiettivo 'Meno Rifiuti Più Benessere in 10 mosse' ritorna con la seconda edizione per sollecitare il mondo della produzione e della distribuzione a compiere 10 azioni nel breve e medio termine, promuovendo soluzioni adatte all'uso multiplo ma soprattutto ad innovare attraverso la progettazione di beni e servizi in un'ottica di economia circolare.L'iniziativa partecipa alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che si terrà dal 16 al 24 novembre. La novità della seconda edizione consiste nella partenza di una comunicazione personalizzata alle maggiori aziende dei prodotti di largo consumo del settore alimentare, della cosmetica e detergenza, nonché le principali insegne della Distribuzione Organizzata, che continuerà con il 2014. Ai responsabili delle aziende, più o meno virtuose sotto l'aspetto ambientale, verrà chiesto di rendere noto il proprio impegno rispetto alle 10 mosse, sia per i progetti attuati che per quelli in fase di pianificazione. Le adesioni ed i relativi dettagli verranno pubblicati in una pagina dedicata del sito. La prima mossa chiede di ripensare e innovare i prodotti verso una maggiore sostenibilità partendo da un diverso approccio nella fase di progettazione. Già in questa fase la scelta di un materiale piuttosto che un altro inciderà su tutte le fasi a monte del processo: dall'estrazione delle materie prime, alla produzione di energia utilizzata per estrarle e lavorarle, ai trasporti, etc. Questa scelta sarà allo stesso tempo determinante quando il prodotto dovrà essere smaltito. L'azienda che studia un nuovo prodotto non può quindi esimersi dal considerare come lo stesso potrà essere recuperato, riciclato o riutilizzato una volta che terminerà la sua funzione primaria. Le mosse successive chiedono non solamente una prevenzione quantitativa degli imballaggi ma anche una prevenzione del loro impatto ambientale. E quindi la progettazione di imballaggi ridotti all'essenziale, totalmente riciclabili e privi di quelle componenti che ne impediscono un riciclaggio eco efficiente (etichette sleeve, additivi, opacizzanti e altri abbinamenti di materiali eterogenei difficilmente separabili). E ancora l'utilizzo di materie prime seconde provenienti dal riciclo per realizzare nuovi imballaggi, l'applicazione di sistemi di etichettatura che comunichino il grado di riciclabilità degli stessi e l'introduzione di sistemi di vuoto a rendere per le bevande. Infine una maggiore presenza nell'assortimento di prodotti ecologici adatti all'uso multiplo e possibilità di acquisto sfuso e alla spina nei punti vendita della Grande distribuzione con diffusione capillare su tutto il territorio promossi da una comunicazione abbinata che ne comunichi il vantaggio ambientale. Hanno sottoscritto il documento circa 300 enti locali e aderito associazioni nazionali come Greenaccord, Fare Verde, Movimento decrescita felice, Slow Food Italia, Cittadinanza Attiva, Altroconsumo e l'Associazione Borghi Autentici d'Italia. Anche i singoli cittadini vengono inviati a firmare la petizione di supporto che ha raggiunto oltre 3000 firme e a diffonderla attraverso i loro contatti e social media.