Roma, 15 nov. - (Adnkronos) - Arriva direttamente dal passato e le sue possibili applicazioni sono svariate: dall'edilizia al food, dalla cosmetica al tessile. E' la canapa che rivive grazie ad un museo ad hoc che si trova a Sant'Anatolia di Narco, in provincia di Perugia. Il museo, che quest'anno si è aggiudicato il premio Bandiera Verde 2013 della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, nasce nel 2008 con l'obiettivo di essere la memoria storica di un antico mestiere in via di estinzione, quello del 'canapaio' e di ripristinare quella che era una delle coltivazioni più importanti della zona. Tre sezioni: nella prima i pannelli esplicativi che illustrano tutte le fasi 'vitali' della canapa. Dalla semina alla fibra. Nella seconda una collezione tessile di manufatti e parte della collezione tessile "Lamberto Gentili". Nella terza una parte laboratoriale per apprendere questo mestiere. Dalla memoria storica, spiega all'Adnkronos, Glenda Gianpaoli, direttore del Museo, "siamo passati alla valorizzazione della contemporaneità della canapa". Il Museo, infatti, ha avviato alcuni filoni di studio sullo sviluppo della canapa. Nel campo dell'edilizia, ad esempio, "abbiamo sperimentato come costruire in canapa e calce e abbiamo vinto un bando regionale che ci consentirà di ristrutturare i nuovi laboratori di tessitura del museo con questa 'nuova' metodologia". La canapa, spiega la Gianpaoli, "è un materiale ignifugo e traspirante, molto confortevole in edilizia". In tema di alimentazione sono stati messi a punto interi menù a base di canapa da antiche ricette storiche: "La più antica risale alla metà del XIII secolo. Si tratta di tortelli con cime di canapa". Sempre da Sant'Anatolia di Narco arriva il Progetto Tun (Tessile Umbro Naturale) che ha permesso di seminare alcuni ettari a canapa da destinarsi alla sperimentazione di estrazione della fibra tessile. I terreni utilizzati sono state ex canapine di proprietà del Comune e lungo il fiume Nera. "Adesso - racconta il direttore del Museo - stiamo sviluppando un filone di studio legato alla cosmetica". Insomma, conclude la Gianpaoli, "dalla memoria storica fino alla creazione di nuovi posti di lavoro". Basti pensare che in "un comune che conta 580 abitanti, il museo registra 6mila presenze l'anno".