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In Italia 76 kg di alimenti pro capite per anno finiscono nella spazzatura

Si tratta, in peso, del 25% della spesa
domenica 26 maggio 2013

3' di lettura

Padova, 20 mag. - (Adnkronos) - Nei Paesi più ricchi, è in casa che si sprecano più alimenti, e non fa eccezione l'Italia dove il 42% del totale degli sprechi (76 kg pro capite per anno) si materializza all'interno delle mura domestiche: si tratta, in peso, del 25% della spesa. La parte del leone è tutta a livello domestico e rappresenta lo 0,96% del pil. Lo rileva Waste Watcher, l'Osservatorio internazionale contro gli sprechi attivato nell'ambito dell'Università di Bologna, presentato oggi a Padova in occasione della Green Week Tre Venezie. Waste Watcher sarà operativo in partnership con Swg, società di ricerche di mercato, con l'obiettivo di fornire monitoraggi periodici sugli sprechi, alimentari ma non solo. I dati della ricerca sono il frutto del sondaggio effettuato su 2mila cittadini italiani maggiorenni, rappresentativi della popolazione maggiorenne italiana stratificati per genere, zona ed età. Ed emerge anche ciò che i consumatori pensano dello spreco. Metà dei cittadini ritengono lo spreco alimentare un problema rilevante e grave; un terzo si definisce preoccupato e quasi la metà richiede una maggiore informazione sull'argomento. Il cibo che viene buttato giornalmente è 'troppo' per il 53% delle donne, per il 54% dei responsabili degli acquisti, per il 54% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa, per il 75% di chi vive in un nucleo più numeroso (6 o più). Il problema dello spreco alimentare è considerato 'molto grave' dal 54% delle donne, dal 57% dei responsabili degli acquisti, dal 58% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa, dal 59% dei 35-44enni, dal 62% di chi vive in un nucleo più numeroso (6 o più). Infine, lo spreco alimentare preoccupa il 38% delle donne, il 39% dei responsabili degli acquisti, il 40% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa. I principali effetti dello spreco alimentare nelle risposte degli intervistati sono inquinamento e impoverimento delle risorse ambientali per il 21%, povertà e fame nel mondo per il 19%, aumento rifiuti per il 18%, spreco di risorse per il 14%, conseguenze economiche per il 16% (aumento dei prezzi per l'8%, danni economici e speculazione per il 3%, diseguaglianze socio-economiche per il 3%, eccessiva produzione di ricchezza per il 2%. Ma perché le famiglie italiane sprecano? Per consumismo, secondo il 20% degli intervistati, carenza culturale ed educativa secondo il 18%, eccessivo benessere per il 16%, superficialità e pigrizia per l'11%, incapacità di gestione del bilancio familiare per l'11%, condizionamento del mercato, tempi frenetici, scadenze ravvicinate, altro per il 13%. Inoltre dichiarano di essere informati sullo spreco il 50% dei responsabili degli acquisti, il 51% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa, il 56% degli over 64enni, l'85% di chi vive in un nucleo più numeroso (6 o più). E vorrebbe ricevere delle informazioni sulle conseguenze dello spreco alimentare e sui sistemi utili a ridurre gli sprechi il 58% dei responsabili degli acquisti, il 60% di chi si occupa di gestire la spesa in frigo e in dispensa, il 60% degli over 55enni, il 64% di chi vive in un nucleo più numeroso (6 o più).

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