Roma, 24 mag. - (Adnkronos) - Sono quindici i Paesi dell'Unione Europea in cui la costa è predominante e circa 70 milioni di cittadini Ue vivono in prossimità della costa; si stima che le attività economiche che si svolgono a 500 mt dal mare valgono tra i 500 e i 1.000 miliardi di euro e ammontano a 47.500 di km2 i siti a 500 mt dalla costa identificati come aree ad elevato valore ecologico. La costa come valore, economico e ambientale, ma anche una delle aree più minacciata dai cambiamenti climatici a causa dell'innalzamento dei livelli marini. Da questo punto di vista è quindi fondamentale studiare l'effetto dello scioglimento dei ghiacci sull'aumento del livello del mare, al centro dell'attività di un panel di scienziati europei raggruppati nel progetto Ice2Sea i cui risultati, dopo 4 anni di lavori, sono stati appena presentati. Il ghiaccio continentale, rileva lo studio, contribuirà a un innalzamento del livello marino medio globale tra i 3,5 e i 36,8 cm entro il 2100. Per il periodo successivo al 2100, il livello del mare continuerà a salire, a un ritmo sempre crescente e per molti secoli ma le coste europee subiranno un aumento di questo livello del 10-20% in meno rispetto alla media globale. Questi alcuni risultati del progetto Ice2Sea che misura, traccia e prevede il potenziale impatto dello scioglimento del ghiaccio continentale (ghiacciai, cappe di ghiaccio e lastre di ghiaccio) sui livelli del mare, per permettere all'Europa di prepararsi per il cambiamento del livello marino e correre ai ripari. "Gli attuali tassi di aumento del livello marino stanno già avendo impatti sulle comunità e sugli ecosistemi più vulnerabili", dichiara David Vaughan, della British Antarctic Survey e coordinatore del progetto Ice2Sea, secondo il quale "ulteriore perdita di ghiaccio e aumento del livello del mare sono ormai inevitabili, capire come stanno avvenendo questi cambiamenti oggi e come potrebbero aumentare in futuro è il primo passo per garantire la sicurezza delle regioni costiere per le generazioni future".