Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - C'è chi si occupa di servizi ambientali, chi gestisce le aree protette, chi coniuga architettura e paesaggio, chi allestisce mostre e musei per parlare di natura, chi si occupa di valutazioni di impatto ambientale. Cinque 'green jobs' per altrettante storie di successo della green economy italiana che il Wwf presenta alla vigilia della Conferenza Nazionale "La Natura dell'Italia: biodiversità, aree protette e green economy per il rilancio del Paese", promossa dal ministero dell'Ambiente (Roma 11-12 dicembre 2013) cinque testimoni di eccezione. Ad essere selezionati dal Wwf sono la dirigente della società di servizi ambientali di Roma Simona Bardi; il presidente della Cogecstre, la cooperativa ambientale che lavora nella Riserva naturale regionale di Penne in Abruzzo e che ora dà lavoro a 50 persone, Fernando di Fabrizio; l'architetto specialista di paesaggio agrario e vicepresidente della International Association for Landascape Ecology, Gioia Gibelli; il naturalista, grafico e allestitore di mostre e musei naturalistici, fondatore dello Studio D'Art, Massimiliano Lipperi; l'esperto in valutazioni di impatto ambientale e progetti comunitari, Leonardo Lombardi. Storie di successo che dimostrano, per il Wwf, come la green economy legata alla conservazione e valorizzazione della biodiversità sia già oggi una realtà in Italia, declinata in molti modi: gestione di aree protette, produzione agro alimentare, pianificazione del territorio, ripristino e valorizzazione del paesaggio, turismo sostenibile ma anche arte e cultura. Interessante è il contenuto innovativo e forte la connessione con il territorio locale. "Il nostro straordinario patrimonio naturale, quasi ovunque connesso a inestimabili valori culturali, deve essere messo al centro di una riconversione ecologica dell'economia del Paese - dichiara Dante Caserta, presidente Wwf Italia - Le esperienze che abbiamo voluto raccontare ci ricordano l'importanza di fare rete con le realtà territoriali che contribuiscono alla tutela e valorizzazione della biodiversità e che hanno bisogno di politiche attive di sostegno economiche sociali e ambientali". Partendo dall'esperienza concreta della gestione delle sue oltre 100 oasi gestite dall'associazione e da alcune realtà consolidate di attività professionali, cooperative, società e ditte individuali, piccole e medie imprese legate alla conservazione della natura, il Wwf ha evidenziato i punti di forza e di debolezza di questo settore dell'economia, segnala i fattori abilitanti e le leve necessarie per tradurre in buone pratiche e nuova occupazione, in particolare giovanile, le potenzialità e le realistiche opportunità offerte dalla conservazione e valorizzazione della biodiversità e dalla gestione delle aree naturali protette.