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La natura contro la crisi, solo dagli ecosistemi marini italiani 9 miliardi l'anno

L'Italia è la nazione europea con la maggiore ricchezza di specie naturali
domenica 15 dicembre 2013

3' di lettura

Roma, 11 dic. - (Adnkronos) - Nei parchi, dove la natura è protetta e valorizzata, ci sono più giovani che lavorano, più imprese, più turisti. La biodiversità vale, solo negli ecosistemi marini italiani, 9 miliardi di euro l'anno. E le aree verdi producono aria e acqua pulite, difesa dal dissesto idrogeologico, protezione contro il cambiamento climatico e i suoi effetti. La natura italiana è un asset per lo sviluppo del Paese. Il green new deal che parte dalle risorse naturali è al centro della conferenza nazionale organizzata dal ministero dell'Ambiente "La Natura dell'Italia. Biodiversità e aree protette: la Green economy per il rilancio del Paese", oggi e domani all'Università Sapienza di Roma. Green economy, quindi, ma all'italiana, che coniuga biodiversità a paesaggio, arte a produzioni tipiche, innovazione e ricerca scientifica alle attività economiche tradizionali. I numeri, per giocare anche a livello europeo un ruolo di traino, non mancano. Circa l'11% del territorio italiano è tutelato da parchi nazionali e regionali, se si aggiungono i siti di interesse comunitario (Rete Natura 2000) la percentuale di estensione protetta arriva al 22%. Nelle aree parco si calcolano 101 milioni di presenze turistiche l'anno, fortemente destagionalizzate e qui cresce il valore delle aziende che scelgono la strada della green economy e ci sono maggiori opportunità di lavoro per i giovani e le donne non solo in rapporto alle aree circostanti, ma anche rispetto alla media nazionale. La ricerca scientifica sul campo è oggi uno dei settori maggiormente finanziati, anche attraverso i progetti europei per la difesa della biodiversità. Ma la natura non si arresta alle porte dei territori protetti. L'Italia è la nazione europea con la maggiore ricchezza di specie naturali: un terzo degli animali del continente vive nella Penisola, anche se l'Italia ha meno di un quindicesimo della superficie europea (Ue27). La percentuale di boschi è cresciuta di quasi il 2% negli ultimi 20 anni (un dato in controtendenza rispetto al crescente consumo di suolo cementificato), fornendo in linea di massima una migliore protezione da frane e alluvioni. Così come una maggiore ricchezza di risorse naturali indispensabili alla vita: aria e acqua pulite, difesa dal clima che cambia. E la natura e i servizi indispensabili alla vita che ci fornisce, normalmente non computati dai tradizionali strumenti di indirizzo macroeconomico, sono spesso appena fuori dalle porte delle nostre case. A costituire il fondamento del green new deal sono infatti anche le cosiddette "infrastrutture verdi": la lunga linea di aree naturali, zone umide, rive di fiumi, campi coltivati in maniera tradizionale che traversa la Penisola e di fatto serve da vera e propria autostrada per la conservazione delle specie animali, vegetali, degli insetti impollinatori, funziona come cassa di esondazione per i fiumi contro le alluvioni, fornisce regolazione climatica contro gli eccessi del caldo. L'agricoltura biologica, il turismo verde, i prodotti tipici, il "made nella Natura dell'Italia", l'innovazione dei prodotti e dei sistemi di produzione, le eccellenze legate anche storicamente e socialmente ai territori costituiscono un patrimonio di risorse non ancora veramente esplorato, che può fornire al Paese una via di uscita dalla crisi dell'economia e dell'occupazione.

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