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Calata dell'8% la spesa alimentare per le feste di Natale

domenica 29 dicembre 2013

2' di lettura

Roma, 27 dic. (Adnkronos) - Valgono 2,3 miliardi di euro i cibi e le bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci (92 per cento) hanno trascorso a casa con parenti o amici. E' questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli italiani non rinuncino all’appuntamento più tradizionale dell’anno per il quale si è speso però molto meno dello scorso anno (- 8 per cento). Un taglio spinto dalla crisi che stato realizzato con risparmi nella spesa, il contenimento degli sprechi ed anche con la scelta di menu piu’ oculati. A prevalere è stato il Made in Italy: caviale, ostriche e champagne sono praticamente scomparsi dalle tavole dove invece si sono affermati - sottolinea la Coldiretti - più bollito, polli arrosto, cappelletti in brodo, pizze rustiche e dolci fatti in casa. Il Natale 2013 a tavola sarà ricordato per il maggior tempo trascorso in cucina per la preparazione delle ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche e le molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane. Un appuntamento che, nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, è fortemente radicato nella popolazione, come dimostrano - precisa la Coldiretti - gli spostamenti per tornare nei luoghi di origine e ritrovare i gusti, i sapori ed i territori dei quali è si mantenuto saldo nel tempo il ricordo. La maggioranza delle tavole sono state infatti imbandite con menu' a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la Coldiretti - in 830 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 450 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 300 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 220 per pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova.

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