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Dagli impianti di irrigazione per l'agricoltura in arrivo il 'mini-idroelettrico'

350 milioni di kilowatt di energia pulita
domenica 27 gennaio 2013

2' di lettura

Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Come creare 350 milioni di kilowatt di energia pulita, per un valore di 100 milioni di euro l'anno, semplicemente utilizzando qualcosa che c'è già: gli impianti di irrigazione per l'agricoltura. E' il progetto "mini-idroelettrico", che verrà presentato oggi all'Università La Sapienza di Roma alla presenza del ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, per generare energia sfruttando gli impianti di irrigazione esistenti in tutta Italia. "Con un investimento contenuto - sottolinea Roberto Iodice, Commissario ad acta ex Agensud del ministero delle Politiche Agricole - è possibile attivare oltre 200 impianti degli Enti irrigui e dei Consorzi di bonifica; una straordinaria opportunità sotto l'aspetto ambientale, economico, energetico e di sviluppo. Innanzitutto si valorizza una risorsa pulita e inesauribile, che non viene 'consumata' né 'sporcata', ma restituita inalterata dall'impianto idroelettrico per potere essere usata in altro modo; inoltre non impegna suolo agricolo né impatta sul paesaggio". Il progetto sfrutta l'enorme parco di opere idrauliche realizzate per l'irrigazione con fondi pubblici, in particolare della Cassa per il Mezzogiorno al Sud. A parità di investimento l'idroelettrico ha il costo di produzione del Kwh più vantaggioso tra tutte le fonti rinnovabili. "Da subito - annuncia Iodice - è disponibile una prima tranche di contributo pubblico di 30 milioni di euro che copre il 30% dei costi: si attiverà così un primo investimento complessivo di 100 milioni, con il coinvolgimento di capitali privati interessati alla realizzazione e soprattutto alla gestione degli impianti, che potrà consentire la realizzazione dei progetti di più immediata esecuzione, pari a circa un terzo dell'intero programma". Si sottolinea, infine, anche un aspetto di stimolo virtuoso, in quanto la norma recentemente approvata non determina oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, ma utilizza economie di spesa nell'ambito dell'attuazione dei programmi di infrastrutture irrigue approvati dal CIPE di competenza del ministero Agricoltura. La disposizione inoltre determina un ritorno economico per il pubblico erario grazie agli incassi dei canoni annuali di concessione per l'uso idroelettrico dell'acqua da parte degli Enti.

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