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I 'veleni' dell'ambiente all'origine di malattie anche a generazioni di distanza

Interessati obesitò e problemi riproduttivi
domenica 27 gennaio 2013

2' di lettura

Roma, 25 gen. (Adnkronos Salute) - Prodotti di plastica, ma anche sostanze rilasciate dal carburante dei jet sotto accusa: potrebbero essere all'origine di malattie come l'obesità e i problemi riproduttivi anche a generazioni di distanza. Secondo uno studio dei ricercatori americani questi 'veleni' liberati nell'ambiente possono causare danni epigenetici ed effetti 'a scoppio ritardato', con una serie di patologie che si manifestano nei discendenti di chi è stato esposto. Il team della Washington State University ha allungato così la lista di sostanze tossiche ambientali che possono influenzare negativamente fino a tre generazioni dei discendenti di un soggetto esposto. Scrivendo su 'Plos One', gli scienziati guidati dal biologo molecolare Michael Skinner hanno documentato problemi riproduttivi e obesità nei discendenti dei ratti esposti al bisfenolo A (Bpa), ma anche a Dehp e Dbp, componenti della plastica meglio noti come ftalati. In un articolo separato, pubblicato su 'Reproductive Toxicology', gli stessi ricercatori segnalano poi la prima osservazione di malattia cross-generazionale legata a una miscela di idrocarburi ampiamente utilizzata dai militari (JP8). Entrambi gli studi sono i primi a mostrare come l'obesità possa derivare da un processo di "eredità epigenetica transgenerazionale". Il team ha testato gli effetti di una serie di agenti tossici ambientali, comprese materie plastiche, pesticidi, fungicidi, diossine e idrocarburi. Lo studio su Plos One ha trovato "un aumento significativo" di malattie e anomalie (obesità problemi a reni e prostata, ovaie e testicoli) nella prima e terza generazione (maschi e femmine) dei discendenti di animali esposti alla plastica. Lo studio ha anche identificato circa 200 marcatori epigenetici molecolari dell'esposizione e della malattia transgenerazionale. Questi marker possono portare, in futuro, allo sviluppo di uno strumento diagnostico e nuove terapie. I risultati, tradotti all'uomo, sono allarmanti: "Parliamo della possibilità che agenti tossici ambientali siano in grado di promuovere l'eredità epigenetica transgenerazionale di malattie", spiegano gli autori. "Se la bisnonna è stata esposta in gravidanza" a una certa sostanza "la nipote può ammalarsi, pur non avendo subito alcuna esposizione", ha detto Skinner. "Questa è la prima serie di studi che dimostra l'eredità epigenetica transgenerazionale di malattie come l'obesità, il che suggerisce anche che esposizioni ancestrali possano essere un componente dello sviluppo della malattia".

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