Roma, 25 gen. (Adnkronos) - Dieci obiettivi da raggiungere per mettere fine ai gravi problemi che ancora affliggono milioni di adulti e minori. E' quanto propone Save the Children nel nuovo rapporto 'Mettere fine alla povertà in questa generazione', presentato alla vigilia dell'incontro a Monrovia del 'Panel di Alto Livello' delle Nazioni Unite, affinché "sia messo a punto un piano per lo sviluppo pieno e sostenibile dell'umanità e dell'infanzia entro il 2030", si legge in una nota. L'ong si propone quindi "di aiutare le Nazioni a porre fine entro il 2030 alla povertà estrema e agli altri gravi problemi che ancora minacciano l'umanità e i bambini. E' la prima volta che un'organizzazione propone specifici nuovi obiettivi per rimpiazzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg)". Entro il 2030 Save the Children propone quindi di "sradicare la povertà estrema e ridotta la povertà relativa attraverso una crescita inclusiva e lavoro dignitoso; sradicare la fame, dimezzare la malnutrizione cronica, assicurare l'accesso universale a cibo sostenibile, acqua e igiene; porre fine alla mortalità infantile e materna e fornire cure sanitarie a tutti; assicurare educazione di qualità e buoni risultati di apprendimento; garantire a ogni bambino una vita libera da ogni forma di violenza; assicurare una governance sara più aperta, affidabile e inclusiva; stabilire efficaci partnership globali per lo sviluppo; preparare le società resilienti ai disastri; assicurare un ambiente sostenibile e sano per tutti e distribuire energia sostenibile a tutti". "Abbiamo la storica opportunità di porre fine al devastante ciclo della povertà ed esclusione sociale - dichiara il direttore generale di Save the Children Italia Valerio Neri - Impegnandoci in questo ambizioso ma raggiungibile nuovo obiettivo, noi possiamo veramente diventare la generazione che pone termine per sempre alla povertà estrema e a tante sofferenze". "Guardando ai cosiddetti Obiettivi del Millennio - prosegue Valerio Neri - alcuni di essi sono stati raggiunti ma altri ancora no, con alcuni paesi in via di sviluppo in carreggiata nel raggiungimento di tutti gli obiettivi e altri per i quali appare improbabile il loro raggiungimento entro il 2015, data entro la quale tutti gli stati del mondo si erano impegnati a raggiungerli". Save the Children ricorda alcuni dei risultati positivi raggiunti: "600 milioni di adulti e bambini sono stati sottratti alla povertà (nel 1990 vivevano in povertà due miliardi di persone a fronte dell'attuale 1,3 miliardi), 56 milioni di bambini in più rispetto al 1999 hanno accesso all'istruzione, la mortalità infantile è passata da 12 milioni a meno di 7 milioni di bambini con meno di 5 anni". Tuttavia, si legge nella nota dell'ong, il processo di miglioramento "non è avvenuto in modo equo ma ha a volte amplificato disparità ed ineguaglianze. Secondo un nostro recente studio, l'aumento del reddito nella fascia più ricca è stato più del doppio di quello nella fascia più povera, in 12 paesi sui 32 presi in esame. In Tanzania per esempio, spesso lodata per gli investimenti sulla salute e sui programmi sociali, la mortalità infantile nel quintile più ricco è scesa da 135 a 90 ogni mille nati, mentre in quello più povero la riduzione è stata modesta, passando da 140 a 137 ogni mille nati". Altra sfida in cui "gli Mdg, in alcuni casi, non stanno avendo successo è quella della qualità; se, per esempio, negli ultimi 20 anni possiamo rilevare un rapido miglioramento delle iscrizioni a scuola, all'aumento delle iscrizioni non sempre corrisponde una qualità dell'insegnamento e quindi dell'apprendimento fra i bambini. Inoltre - continua Save the Children - gli Mdg difettano di un meccanismo robusto di accountability, cioè di presa in carico della responsabilità dei processi da parte dei singoli governi e istituzioni". "La sfida post 2015 sarà quella di raggiungere i più difficili da raggiungere e i più poveri fra i poveri - spiega ancora Neri - I dieci obiettivi dovranno garantire un equilibrio fra sviluppo umano, economico e sostenibilità ambientale, affinché il progresso del benessere sia sostenibile per le future generazioni. Non possiamo pensare di ridurre la malnutrizione senza acqua potabile né possiamo azzerare la mortalità infantile senza un'aria più pulita", conclude.